La quercia di Pinocchio, un bene paesaggistico per il Comune di Capannori

quercia Pinocchio

La quercia del carissimo Pinocchio, amico dei giorni più lieti, bene paesaggistico. A proporlo è il Comune di Capannori, noto per l'attenzione alla sostenibilità ambientale principalmente per la sua politica rifiuti zero.

La quercia in questione si narra sia quella che ha ispirato il celebre passo in cui Pinocchio, insieme a quei furbastri del Gatto e della Volpe, sotterrò i denari mentre era diretto verso il Paese dei Balocchi:

Gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli il nodo scorsoio intorno alla gola lo attaccarono penzoloni al ramo della quercia grande.

Grande è dir poco, maestosa dall'alto dei suoi 24 metri e con un tronco di oltre 4 metri di circonferenza. Dal momento che più volte ha rischiato di finire male, come legna da ardere per i tedeschi durante la guerra, ed oggi fa da lavagna ai due cuori ed un coltello dei vandali innamorati o a chi ne strappa i rami come souvenir, il Comune di Capannori vuole assicurarsi che viva ancora a lungo.

Oggi la quercia ha già 600 anni e rappresenta un valore storico, estetico e culturale per il territorio della provincia di Lucca. Un'altra leggenda la consacra come la quercia delle streghe per via della sua forma schiacciata, dovuta al peso delle streghe che si narrava danzassero sopra i suoi rami. Il tronco è talmente ampio da richiedere quattro persone disposte in cerchio per abbracciarla.

La farnia è iscritta nell'albo degli Alberi Monumentali del Corpo Forestale dello Stato. Per una gita fuori porta alla scoperta dei ricordi dell'infanzia o semplicemente per ammirarla se vivete o passate da quelle parti, la trovate a San Martino in Colle, in località Zone, ad otto km da Lucca.

Via | FAI
Foto | Comune di Capannori

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