Un fiume di denaro ai politici per il Keystone XL


Le lobby del petrolio vogliono l'approvazione definitiva del loro mostruoso progetto per Keystone XL, l'oleodotto che dovrebbe pompare petrolio non raffinato proveniente dalle inquinanti Tar Sands dal Canada fino al Texas dove dovrebbe essere raffinato. Il progetto costerebbe 7 miliardi di dollari e dovrebbe trasportare a regime l'equivalente di 800 mila barili al giorno di petrolio, tutto questo in barba agli enormi costi ambientali di questo tipo di estrazione calcolati in 4 volte tanto quelli sostenuti con metodologie tradizionali.

Il presidente Obama vacilla e ha tempo fino al 21 febbraio per decidere cosa fare, ma intanto dal Congresso arrivano forti sollecitazioni perché dia il suo via libera il più in fretta possibile. Uno studio indipendente realizzato da Maplight ha mostrato, analizzando il conteggio dei contributi ricevuti dai parlamentari statunitensi, quanto le lobby petrolifere stiano facendo terreno bruciato attorno al presidente per indurlo ad approvare il piano.

Soltanto due dei 118 membri della Camera dei Rappresentanti che dichiarano di avere fra i loro primi 10 finanziatori aziende che operano nel business del petrolio e del gas non hanno sottoscritto la risoluzione numero 1938 dal titolo "Accelerare l'esame e l'approvazione della costruzione e la gestione della pipeline di petrolio Keystone XL" che invita Obama ad approvare il progetto e a farlo in fretta. Un fiume di dollari quello investito in politica che servirebbe a sbloccare un fiume di petrolio ancora più grande. A novembre si vota negli States, Obama potrebbe cedere, con l'opportunismo che ha già mostrato di possedere.

Foto | Flickr - Tarsandsaction

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