Clini su Costa Concordia: "Rischio elevato perdita di carburante"

Clini preoccupato per il carburante a bordo della Costa concordia La Costa Concordia giace ancora reclinata nelle acque dell'Isola del Giglio nel mentre proseguono le operazioni sia di recupero di eventuali superstiti sia di messa in sicurezza del relitto (tecnicamente è quello). Corrado Clini, ministro per l'Ambiente interviene in merito e spiega che la sicurezza è ancora molto lontana e annuncia la necessità di rivedere le norme per lo stoccaggio di carburante sulle grandi navi da crociera che le rende molto simili a piccole petroliere.

Ai microfoni di Radio Anch'io (qui il podcast) esprime profonda preoccupazione per l'eventualità di un totale inabissamento della nave e per il carburante ancora stivato nei 17 compartimenti a doppio stagno, evidentemente insufficienti a reggere una eventuale rottura dello scafo. Ecco cosa ha dichiarato.

D.:Cosa accadrebbe se la Costa Concordia si inabissasse completamente?

R.: Difficile da dire: quello che temiamo è si possa spezzare, che si possano rompere i serbatoi che contengono carburante.

D.: Quanto è alto questo rischio?

R.:E' molto elevato il rischio che stiamo cercando di scongiurare accelerando le operazioni per il recupero del carburante. Il problema è che il recupero di carburante non deve compromettere le operzioni di recupero di possibili dispersi. Stiamo lavorando su un equilibrio molti difficile.


D.: I precedenti nel Mar Tirreno cosa ci insegnano?
R.:Ci insegnano sopratutto a gestire le rotte per evitare rischi di questo tipo e a far si che le navi viaggino in condizioni di sicurezza. Probabilmente dovremo riconsiderare le norme, che sono internazionali, dello stoccaggio di carburante. Il carburante stoccato oltre 2000 tonnellate fanno assomigliare questa grandi navi a piccole petroliere e le sicurezze per i serbatoi dovrebbero essere diverse da quella applicate finora.

D.: Come far convivere le esigenze di crociera e turismo con il rispetto dell'ambiente?
R.: Sono navi sostenute attraverso un offerta turistica che ha bisogno di un ambiente pulito. Far convergere le esigenze con la gestione del traffico che consenta di apprezzare le bellezze.

D.:Qual'è la figura che l'Italia proietta in questa circostanza?

R.: Direi che la risposta data attraverso le istitutuzioni e i corpi militari è di una qualità molto elevata. Siamo intervenuti in modo tempestivo e abbiamo garantito la salvezza di migliaia di persone. Le operazioni che stiamo facendo per la prevenzione del rischio ambientale sono fino a oggi efficaci e gestite con grande professionalità. Il messaggio che dobbiamo lanciare ora è quello di proteggere il nostro mare patrimonio per la nostra economia e di tutto il Mediterraneo. Credo una risposta in questa direzione darà una risposta in termini non solo turistici ma anche di qualità dell'ambiente.

Via | Radio Rai Anch'io

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: