L'agricoltura sostenibile salverà i greci dalla crisi economica

contadino greco

Aumenta in Grecia il numero dei disoccupati, giovani e meno giovani, laureati e non, che tornano nei campi per sfuggire alla crisi economica. L'agricoltura, secondo i dati diffusi dalla Confederazione Pan-ellenica delle Associazioni agricole, è l'unico settore che ha manifestato segnali evidenti di ripresa negli ultimi anni. Tra il 2008 ed il 2010 ha creato 32 mila nuovi posti di lavoro, in gran parte occupati dai greci e non da immigrati provenienti dall'Africa e dall'Asia, come avviene solitamente nei nostri campi.

Chi aveva qualche ettaro di terreno, ereditato dai nonni, in qualche isoletta sperduta e nelle campagne, ha abbandonato la desolazione occupazionale ed il degrado in cui versa Atene per tornare a zappare la terra, darsi all'ecoturismo o aprire degli allevamenti.

I giovani mostrano sempre più interesse per le facoltà di agraria ed i corsi di formazione incentrati sulle pratiche agricole ecologiche, tanto che le iscrizioni in alcune scuole sono più che triplicate negli ultimi anni. I greci vogliono far fruttare la terra e sono interessati soprattutto alla produzione di formaggi e vini.

Ma tra chi decide di mollare tutto, la maggioranza ha un'età compresa tra i 40 ed i 60 anni. Si tratta di persone rimaste disoccupate quando ormai non aspettavano altro che la pensione.

L'agricoltura sta offrendo loro una possibilità di riscatto. La terra dà i suoi frutti e non tradisce o almeno non picchia così duro come gli altri mercati. La sfida, però, è difficile da vincere, soprattutto per chi non è abituato ai lavori nei campi e per quei laureati che dichiarano non si sarebbero mai aspettati di fare così tanto lavoro manuale.

La motivazione di queste nuove braccia restituite all'agricoltura, d'altra parte, è molto forte:

Abbiamo inventato la civiltà, e ce la riprenderemo, dicono.

Ri-partendo dalla terra...

Via | New York Times
Foto | Flickr

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