Costa Concordia, Bertolaso:"La protezione civile arriva tardi"

Guido Bertolaso Antonello Piroso questa domenica porta a casa un bel pezzo di giornalismo: intervista a Ma anche no su La7 un redivivo Guido Bertolaso. Molte le questioni sul tavolo nero di Piroso: dalla Protezione civile che Bertolaso ha lasciato andando in pensione, ai molti scandali, intercettazioni, massaggi e non ultimo due esposti per omicidio colposo, dopo una nuova intercettazione telefonica pubblicata, per le morti del terremoto dell'Aquila di quasi 3 anni fa. Ma prima di raccontarvi cosa ha risposto l'ex capo della Protezione civile oggi in pensione a 7500 euro netti (glielo chiede Piroso e lui pronto risponde):

Si almeno questo! (riferendosi al netto Ndr). Come un Generale tre stelle o un Prefetto.

vi riporto le dichiarazioni fatte in merito ai soccorsi alla Costa Concordia. Tutti bravi, buoni e generosi i soccoritori, dice Bertolaso ma è mancato chi coordinasse tanta bravura. Chiede l'ex-capo della PC:

Chi era alla regia?


In effetti la Protezione Civile è comparsa solamente ieri con le dichiarazioni spiazzanti del suo attuale capo Franco Gabrielli. Durante la conferenza stampa che ha annunciato l'insediamento della Protezione Civile nei segmenti di prevenzione del rischio disastro ambientale a causa della possibile perdita di carburante per l'esattezza 2.400 tonnellate di IFO380 stivato in 24 serbatoi a tenuta stagna del relitto, Gabrielli ha precisato che la contaminazione dell'ambiente marino è già avvenuta:

Pensiamo solo agli olii contenuti nelle cucine, ai solventi o a tutto il materiale che serve a sostenere una comunità di oltre 4000 persone. Con il parziale affondamento della Costa Concordia molto di quei materiali si è già disperso nell'ambiente. Signori la contaminazione è già avvenuta.

E veniamo a quanto ha dichiarato Bertolaso in merito all'ultima denuncia depositata da Rifondazione comunista con l'accusa di omicidio colposo per le 309 morti del terremoto dell'Aquila del 6 aprile del 2009. In sostanza da una intercettazione telefonica pubblicata da La Repubblica emergerebbe che la Conferenza di servizio (qui il resoconto della stessa Protezione civile) della Commissione Grandi rischi che fu indetta per il 31 marzo 2009 e a cui presero parte numerosi scienziati servì a tranquillizzare l'opinione pubblica. Il che non sarebbe un reato se secondo chi lo accusa:

non fossero state camuffate le reali conseguenze.

I team di scienziati all'epoca dichiarò che considerate le numerose scosse che in quel periodo colpivano la regione non vi era un reale pericolo che si verificasse un terremoto di grandi dimensioni (cosa che avvenne, però 6 giorni dopo Ndr). A fomentare il clima di previsione dei terremoti furono gli allarmi lanciati da Giampaolo Giuliani che pur non fornendo studi accreditati alla comunità scientifica nazionale e internazionale si dice sia in grado, grazie alle misurazioni di radon, di stimare l'approssimarsi di un sisma.

Bertolaso dichiara a Piroso:

Ho solo riferito quel che mi avevano detto gli scienziati: i terremoti non si possono prevedere e il fatto che vi siano così tante scosse di terremoto fa si che vi sia molta energia liberata e che dunque sia improbabile una scossa più intensa. Inoltre io non ero tenuto a organizzare la conferenza della Commissione Grandi Rischi prima. Semmai l'avrei dovuta fare il 7 aprile. Ecco questo è stato un mio errore.

Bertolaso conclude la sua intervista annunciando che sulla sua gestione della Protezione civile e sulle sue verità sulla gestione dei Grandi Eventi ci sta scrivendo un libro. Nell'attesa delle sue memorie potete seguirlo sul suo sito guidobertolaso.net e lui scrive anche molto.

Infine vi lascio di seguito, appunto, le sue considerazioni prese dal suo sito in merito alla gestione dell'emergenza della Costa Concordia:

Ma chi ha coordinato i soccorsi? Chi ha preso in mano la gestione dell’intera operazione in tutti i suoi aspetti, dall’accoglienza dei superstiti alla loro sistemazione ai rapporti con le autorità dei Paesi che avevano a bordo della nave dei connazionali, alla ricerca dei dispersi alle misure per la messa in sicurezza dell’ambiente? Chi informa l’opinione pubblica permettendo a tutti di farsi un’idea precisa di ciò che sta accadendo e di ciò che ci aspetta?
Nessuno. Per fortuna che il territorio del Giglio è di un Comune che ha consapevolezza e strutture di protezione civile all’altezza. Il Sindaco ha potuto fare bene e subito, attivando procedure e risorse preparate e precise nell’agire. L’accoglienza ai profughi è stata efficace e tempestiva. Ma tutto il resto? Ogni Amministrazione, ciascun Corpo dello Stato presente sul campo ha agito per conto suo, facendo, ne sono certo, il meglio, ma ovviamente senza riuscire a mettere in sinergia competenze e capacità che fanno capo a soggetti molto diversi tra loro. Perché? Perché è stato “commissariato” il Dipartimento della Protezione Civile, perché si pensa che non sia indispensabile un effettivo coordinamento, cioè qualcuno che decida chi deve fare cosa, in che tempi, in che modo, collaborando con chi.
Ora queste decisioni non sono prese dal Governo, né dal Dipartimento, ma da qualche funzionario o dirigente del Ministero dell’Economia, con l’assenso di qualche consigliere della Corte dei Conti, che con tutta calma, senza mai aver gestito nessuna emergenza diversa dallo spegnere il gas quando il caffè è pronto, decidono se e come è opportuno utile e congruo un intervento della Protezione Civile, senza metterci la faccia sulle decisioni che prendono, all’ombra del loro tranquillissimo anonimato irresponsabile. Con buona pace dei tempi stretti dell’emergenza. Loro,a bordo,non ci sono saliti mai!
A me è parso strano che ci siano voluti più di quattro giorni per vedere all’opera gli incursori della Marina Militare. Che servisse qualcosa di più della fiamma ossidrica per entrare in certe aree del relitto era cosa da capire subito, cui provvedere immediatamente. Ma chi c’era al Giglio per decidere immediatamente, integrando le competenze dei Vigili del Fuoco con quelle di altre strutture dello Stato utili ad accelerare la soluzione del problema, lottando contro il tempo che ci separa da un disastro più grave umiliante e costoso?
Chi ha deciso quanti Vigili del Fuoco, quanti militari della Guardia di Finanza della Capitaneria, della Marina, delle Forze dell’ordine erano necessari al Giglio? Per fare cosa? Quanti ce ne sono, oggi, sull’isola e nei paraggi, mobilitati per questa emergenza?
Se il problema è che con il Dipartimento di mezzo i vari comandanti, responsabili, autorità di ogni ordine e grado vengono privati del loro quarto d’ora di celebrità e del gusto di rilasciare dichiarazioni, parliamone, troveremo una soluzione che preveda, chessò, all’inizio di ogni emergenza l’estrazione a sorte di un portavoce che cambia ogni tre giorni, per far posto a tutti.
Ma non rinunciamo a coordinare i soccorsi, non rinunciamo a dare ai cittadini una informazione chiara su cosa sta avvenendo e cosa si sta facendo, non rinunciamo a mettere la faccia di qualcuno che spieghi e si assuma la responsabilità di decidere, avendone il potere oltre che il dovere di farlo.
Ma soprattutto non contrabbandiamo l’assenza del Dipartimento come misura per il risparmio delle risorse pubbliche. Costano anche quelle mandate in giro a fare parata, costano anche quelle mobilitate in quantità sconsiderate rispetto al quadro operativo, le sue caratteristiche e le esigenze che lo scenario reale evidenzia.
Al Giglio abbiamo trovato subito il colpevole, abbiamo trovato anche uno o più eroi, ma non abbiamo ancora risolto granché, spendendo comunque tanto e facendo una figura a livello mondiale che solo gli operatori turistici in futuro potranno quantificare.Con buona pace di tutti coloro che hanno dato il loro contributo a delegittimare il Dipartimento della protezione civile.

Foto | Flickr

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