Costa Concordia, il CNR rilascia la simulazione dell'inquinamento in mare

simulazione di inquinamento della Costa Concordia, perdita di carburante

Franco Gabrielli, capo della protezione civile ha da meno di un ora autorizzato le operazioni di recupero carburante dalla Costa Concordia. Il CNR ISTI ha predisposto le simulazioni nel caso questo carburante vada perso nell'ecosistema marino. Cosa vuol dire: che forse le operazioni di recupero non sono sicure? Vuol dire, in verità che è meglio essere preparati, poiché sono da recuperare stivati in 24 serbatoi a tenuta stagna del relitto 2.400 tonnellate di IFO380.

La Costa Concordia nonostante traballi sembra essere sicura e dunque Gabrielli ha disposto accanto alle operazioni di ricerca di persone anche le prime procedure per il recupero di carburante. Il CNR- ISTI dunque ha messo a punto la simulazione di perdita carburante che potete vedere qui. Leggo dal comunicato stampa del CNR:

La simulazione, effettuata sulla base di un modello matematico originale, è stata sviluppata dal partner CIMA e costituisce una delle funzioni del Sistema Informativo Marino sviluppato dal CNR-ISTI. La simulazione prevede uno scenario con continuo rilascio di combustibile dalla nave (0,014 m3/s) nel corso di due giorni, dove vento e moto ondoso costituiscono le forze che guidano il processo. Si presume che tutto il carburante fuoriesca a livello della superficie dell'acqua. L'errore attuale assunto è circa il 15%. Le particelle di combustibile che raggiungono la riva vengono di nuovo riversate in mare invece di essere sottoposte a spiaggiamento o scomparire. Questo è giustificato dalla particolare conformazione costiera del Giglio, di tipo roccioso, ma si è anche assunto un approccio conservativo con riferimento alla quantità di sostanze in circolazione, che rimane sempre la massima possible. I processi di evaporazione, emulsificazione etc. non sono considerati per fornire un dato rapidamente in quanto il modello completo prevede un tempo di calcolo consistente (già in fase di sviluppo).

La necessità di un sistema di simulazione di perdita carburante nasce dall'elevato traffico marittimo. Nella sua nota stampa il CNR scrive che ogni giorno 2000 traghetti, 1500 navi merci e 2000 navi commerciali di cui 300 sono navi cisterna attraversano attraversano il Mar Mediterraneo. Ogni giorno nel Mare Nostrum transitano 350M di tonnellate di petrolio. In questo scenario si muove ARGOMARINE (Automatic Oil Spill Recognition and Geopositioning integrated in a Marine Information System) progetto europeo del settimo programma quadro che ha per obiettivo un sistema integrato di monitoraggio di traffico e di inquinamento sopratutto nelle zone sensibili. Grazie a questo sistema sia nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano sia nel Parco Nazionale di Zacinto ossia nello specchio di acqua interessato dall'eventuale perdita di carburante di Costa Concordia sono immersi sott'acqua diversi sensori quali: SAR, iperspettrali, termici, acustici, nasi elettronici. Il flusso di dati viene poi analizzato dagli scienziati del CNR-ISTI.

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