Isola di Montecristo invasa da ratti e topi, polemiche sul lancio di esche avvelenate dagli aerei

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L'Isola di Montecristo è invasa dai topi e da enormi ratti neri, approdati sulla terraferma con le navi ed i traghetti e che ora si riproducono a dismisura ed indisturbati, non trovando antagonisti biologici sull'isola. Saltando l'ipotesi di un'adozione di massa di gatti, il ricorso al pifferaio magico ed una derattizzazione più soft, la proposta per liberarsi dai topi avanzata dalle amministrazioni locali è di lanciare esche avvelenate dagli aerei.

E siccome i topi sono tanti, un vero esercito, si parla di paracadutare ben 26 tonnellate di esche avvelenate. Una guerra chimica che potrebbe mietere, come nel caso di tutte le guerre, molte vittime innocenti, mettendo a rischio l'intera fauna dell'Isola di Montecristo. La LAV protesta e lancia diffide a tutto campo: al Parco dell’Arcipelago, al Ministro dell'Agricoltura Mario Catania, al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al governatore della Toscana Enrico Rossi e al presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà.

Il progetto è a dir poco assurdo, spiegano gli animalisti. Il principio attivo contenuto nelle esche è il brodifacoum, una sostanza che ha un’alta persistenza ambientale, tossica per diverse specie acquatiche. Ci sono diversi modi meno cruenti per evitare che i ratti invadano piccole isole, conclude la LAV e noi siamo disposti ad aprire un tavolo di confronto sull'argomento. Intanto la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci Rubino ha già presentato un'interrogazione parlamentare in merito, unendosi alla LAV per suggerire alternative a basso impatto ambientale per il contenimento della popolazione di topi sull'Isola di Montecristo.

Via | Lazampa
Foto | Flickr

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