Specie invasive, boschi italiani minacciati dai tarli asiatici

boschi italiani

Il patrimonio forestale italiano è immenso: dodici miliardi di alberi che rivestono una superficie di ben 10 milioni di ettari. I boschi riducono le emissioni di CO2, migliorano la qualità dell'aria che respiriamo e sono parte integrante degli habitat di numerose specie. Inoltre rappresentano una preziosa risorsa per le comunità rurali. Il loro valore complessivo è stimato in un miliardo di euro.

Il Corpo Forestale dello Stato, attivo nel monitoraggio della salute delle foreste, negli ultimi anni ha messo in guardia più volte dai rischi connessi all'arrivo di specie invasive, non autoctone, tramite le importazioni agroalimentari e di specie esotiche. Parassiti che non trovano antagonisti biologici e si riproducono indisturbati, anche in virtù delle temperature più miti che creano un clima meno ostile all'insediamento delle specie esotiche.

In diverse foreste italiane sono stati avviati dei programmi di lotta biologica per introdurre gli antagonisti naturali dei nuovi parassiti che stanno colonizzando i nostri boschi. Le foreste di latifoglie stanno soffrendo in particolar modo a causa della diffusione del tarlo asiatico, proveniente dalla Cina. La Cerambice dalle lunghe antenne in Cina ha provocato l'abbattimento di 50.000.000 di alberi di agrumi. In Italia sta minacciando il Veneto e la Lombardia.

Lo scorso anno abbiamo avuto un autunno enogastronomico anomalo, latitava infatti il frutto protagonista per eccellenza di fiere e sagre autunnali: la castagna. Il cinipede del castagno ha attaccato i nostri castagneti, riducendo di ben il 70% il volume dei raccolti. Le palme italiane stanno invece subendo l'attacco del punteruolo rosso, insetto molto aggressivo originario dell'India.

Foto | Flickr

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