Capra critica il commercio equo

Fritjof Capra Fritjof Capra (fisico, scrittore, molto ecologista e vagamente mistico) sostiene che il commercio equo e solidale non stia aiutando i Paesi in via di sviluppo in modo sostenibile.

Secondo la sua analisi, i prezzi dei prodotti del commercio equo non tengono conto dei costi ambientali del trasporto dei beni dal Sud al Nord del Mondo e, a lungo andare, ne impoveriscono le risorse naturali. Capra sostiene anche che il concetto stesso di sviluppo, inteso come esportazione del modello di vita e dei livelli di consumo occidentali, non sia sostenibile. Ovviamente chi nel commercio equo vede una lotta per la giustizia sociale lo accusa (secondo me erroneamente) di voler negare il diritto al benessere all'80% della popolazione del pianeta. Io condivido la critica di Capra pur continuando a comprare il caffè equo: il commercio equo assomiglia ancora troppo alla beneficenza piuttosto che alla soluzione dei problemi del mondo. Va bene per iniziare, ma non basta e non deve essere l'obbiettivo ultimo dei nostri sforzi.

Capra vorrebbe chiudere i cicli ecologici localmente: ciò che viene prodotto in un luogo dovrebbe essere consumato lì e gli scarti dovrebbero essere riciclati sul posto. Spostare beni su e giù per il mondo inquina e priva la natura dei suoi elementi. I Paesi poveri dovrebbero produrre per il consumo interno di prima necessità, prima di pensare alle esportazioni di quelli che per noi sono generi di lusso come ananas e collanine.

Attualmente Capra è impegnato nel promuovere gli orti scolastici, per insegnare praticamente l'ecologia alle future generazioni (Ecoliteracy). L'ho sentito raccontare come i bambini grandi, quelli dell'ultimo anno, al momento di passare le consegne ai più giovani raccomandino più e più volte di "dar da mangiare ai vermi" nel mucchio del compost. I lombrichi sono stati allevati con affetto e dal loro lavoro dipende la fertilità del suolo dell'orto. I bambini ci tengono ai loro "amici" e al loro futuro.

» Capra nella wikipedia

» Il progetto di Ecoliteracy

» Commercio equo e solidale

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