Le ragioni di Mark Post l'inventore della carne artificiale

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Mark Post, uno dei ricercatori impegnati nel progetto di sviluppo della carne sintetica, ha rilasciato una bella intervista in esclusiva a Il Fatto alimentare. Post è direttore del Dipartimento di fisiologia dell'Università di Maastricht, in Olanda e spiega in che consiste la produzione di carne artificiale: in un brodo di coltura sono state messe a sviluppare cellule staminali. Per ora manca alle poche cellule che sono cresciute sia colore sia sapore.

Detto ciò l'annuncio che ha improvvisamente risvegliato il tam tam planetario ha un suo obiettivo: ricerca di fondi.

Spiega a Post a IFA:

Per vedere la carne artificiale al supermercato, bisognerà aspettare ancora 10-15 anni, perché per ora la tecnologia a disposizione è sperimentale e risulta onerosa (l'equivalente di un hamburger costerebbe circa 250.000 dollari). Questo dipende anche dal fatto che finora ci sono stati pochissimi investimenti nel campo, e questo stesso lavoro è possibile grazie a un benefattore anonimo. Nessuna grande azienda, per ora, vuole che il proprio nome sia associato alla carne artificiale. Si tratta di un investimento ad alto rischio e le imprese sono per natura conservatrici e rifiutano di vedere una cosa che è sotto gli occhi di tutti: l'insostenibilità del sistema attuale per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime.


Il punto è proprio questo: l'insostenibilità del sistema attuale: consumare, consumare, consumare; depredare, depredare, depredare. In sostanza Post spiega che avere carne tutti i giorni sulle nostre tavole e intendo le tavole del sistema industriale occidentale è pura pazzia:

Nei prossimi 40 anni la domanda mondiale di carne raddoppierà. Già oggi consumiamo 285 milioni di tonnellate di carne l'anno (41 chili a persona), una follia, e gli allevamenti assorbono il 10% circa di acqua e l'80% di terra coltivabile. Non solo: oggi usiamo il 70% della capacità dell'agricoltura per gli allevamenti e questi ultimi danno un contributo formidabile al riscaldamento globale (il 18% delle emissioni di gas serra proviene dall'allevamento) con le emissioni di metano e con l'impronta di tutto il processo di allevamento. Con questo tipo di carne - secondo studi dell'Università di Oxford - potremmo abbattere l'impatto ambientale del 90%.

La settimana scorsa vi scrivevo della possibilità che un "prototipo" di carne artificiale possa essere pronto per il prossimo autunno. Comunque il parere delle associazioni animaliste è stato scettico: piuttosto che consumare carne sintetica, meglio sempre optare per i vegetali. E in ogni caso anche Post spiega che di carne se ne consuma davvero troppa. Perciò qualunque sarà la riuscita dell'esperimento carne sintetica vale comunque ripensare a un sistema di produzione anch'esso più sostenibile.

Via | Il Fatto alimentare
Foto | TMNews

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