Gas e Putin, ci toccano ancora 6 anni di dipendenza?

Putin non smette di regnare in Russia

Petrolio, gas, carbone: la Russia è seduta sopra le più grandi riserve del mondo. E noi italiani, ahimè, ne siamo largamente dipendenti, soprattutto in seguito alle conseguenze che la Primavera Araba ha comportato per il nostro sistema di approvvigionamento. Tanto che ogni paventata riduzione delle forniture di gas naturale da parte del colosso russo Gazprom scatena concreti timori di black-out energetico. Sì, perché in Italia usiamo il gas per produrre i due terzi dell’energia elettrica, oltre che per cucinare, scaldarci e alimentare le industrie (come fanno gli altri paesi europei).

Una dipendenza che abbiamo sperimentato in occasione dell’ultima ondata di gelo, quando il Cremlino ha lasciato l’Italia letteralmente alla canna del gas, dando un giro di vite ai rubinetti, proprio quando la nostra domanda era al massimo. Con tutte le conseguenti amenità sul fronte del rincaro del costo dei carburanti, della bolletta del riscaldamento per le famiglie, dei costi di produzione per le aziende. La Russia, by the way, è padrona dell’unica linea con cui il gas viene inviato alla nostra penisola. A livello più ampio, della dipendenza europea dall’energia russa abbiamo del resto già parlato qui.

Deus ex machina della politica russa di ieri e di oggi, Vladimir Putin è tornato saldamente, sembra discutibilmente, al comando del Cremlino, da cui per i prossimi 6 (se non 12) anni continuerà a dosare sapientemente le esportazioni di risorse energetiche in funzione degli equilibri esteri e interni di Mosca.

Mentre i nuovi oligarchi stappano champagne – tra gli uomini più vicini a Putin figura proprio il presidente di Gazprom, Aleksej Miller -, lo scenario che si prospetta per i prossimi mesi è quello di un perdurante sciovinismo energetico russo. Una prospettiva di fronte alla quale l’Europa non potrà restare ancora alla finestra. Unione Europea e Governo Italiano dovranno dimostrare una più incisiva capacità negoziale e definire una politica energetica comunitaria, in grado di individuare alternative di approvvigionamento energetico. A chiederlo con forza sono in primo luogo le imprese e le famiglie, che la crisi economica sta mettendo di fronte all’urgenza di un sistema energetico più sostenibile, sicuro e indipendente.

Foto | TMNews

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