Rigassificatori, Pro e Contro. Oltre il caso British Gas a Brindisi


È di questi giorni la notizia dello stop deciso da British Gas rispetto al progetto di costruzione di un rigassificatore nel porto di Brindisi: un percorso durato 11 anni sembra essersi così concluso, tra inchieste giudiziarie per corruzione, contestazioni da parte delle comunità locali e tira e molla amministrativi tra Stato e Regione Puglia.

Sullo sfondo di questa vicenda, resta il quadro di un’Italia obbligata a fare il pieno di gas, per tenere in piedi l’economia delle famiglie e delle imprese, e alla ricerca di strade alternative all’approvvigionamento tramite i tubi che arrivano dalla Russia e dall’Algeria.

Da questo punto di vista, gli impianti di rigassificazione sembrano rappresentare una soluzione percorribile ma controversa, verso una minore dipendenza energetica e una maggiore disponibilità di energia. Ma qual è il principale vantaggio di questa tecnologia? Certamente, la possibilità di utilizzare il metano liquefatto – poi lavorato e riportato allo stato gassoso -, che arriva agli impianti da una pluralità di paesi produttori, tramite apposite navi metaniere.
Il metano liquido è più costoso di quello importato tramite i tubi, ma di fatto libera l’Italia dal ricatto di chi controlla i gasdotti, avvicinando il nostro paese all’ambìto ruolo di hub del gas al servizio di tutto il continente.

Non convince, tuttavia, il fatto che – a fronte di due rigassificatori già in funzione a Rovigo e La Spezia – siano in fase di realizzazione ben 12 ulteriori progetti. Forse troppi, se si considera che queste strutture dovrebbero integrarsi in maniera equilibrata all’interno del mix energetico nazionale (ma è ancora inesistente una vera pianificazione da parte del Governo). Forse troppi, se si considera che manca un confronto trasparente, in grado di chiarire i dubbi dei cittadini riguardo l’eventuale impatto ambientale/paesaggistico;forse troppi, se si considera la vicenda British Gas, emblematica della gestione spesso contorta e opaca che investe grandi progetti di questo tipo.

Mentre il sipario sembra calare sul rigassificatore di Brindisi, resta invariata la necessità di riaprire un dibattito laico tra politica, opinione pubblica e imprese sul modello italiano di approvvigionamento energetico. Cosa ne pensate?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: