Vite interrotte, le vittime invisibili di Fukushima

centrale nucleare wunderland

Ad un anno dall'incidente nucleare di Fukushima, sui giornali si contendono i morti, a suon di cifre. È successo anche con Chernobyl. Un pallottoliere macabro, quasi come se un migliaio di vite in più o in meno potessero davvero cambiare l'entità di una tragedia così devastante. Non sono mica mille i morti, sono solo tre. Che vuoi che sia... e tre magari è il numero dei membri della tua famiglia. E allora parliamo delle vittime vive, perché un disastro simile fa male a chi se ne va, ma fa male ancor di più a chi resta e deve fare i conti con ferite e traumi psicologici tanto invisibili ai più quanto dolorose. Scientific American riporta che l'incidente nucleare di Fukushima farà più vittime per attacchi di cuore e depressione che a causa delle radiazioni.

Solo immaginare cosa si prova mette i brividi. Qualcosa di più grande ti interrompe la vita ma sei ancora vivo, sospeso, senza una casa, senza una terra, senza i tuoi effetti personali. I bambini sono rimasti senza i loro giochi. La perdita di quel senso di appartenenza e possesso che ci rende umani. Ho sempre ammirato la capacità dei bambini di prendersi cura di un orsetto di pezza con assoluta devozione, non lasciarlo mai solo, abbandonato a se stesso, impedire ad ogni costo e con ogni mezzo che qualcuno glielo rubi. Sarebbe bello fare lo stesso con il nostro futuro, decidere come vanno le cose, puntare i piedi come fanno loro e non chiudere occhio alla sera finché non è al sicuro.

Le mamme di Fukushima hanno ringraziato chi ha costruito delle aree giochi per i bambini. Valgono più del cibo, hanno detto. E così mi è tornata in mente una centrale nucleare in Germania, mai entrata in funzione, una centrale abbandonata, restituita ai bambini. È diventata un immenso parco giochi. Ma da benvenuti a Fukushima a benvenuti a Wunderland ci sono in mezzo i giochi dei grandi, giochi più grandi, c'è in mezzo quell'energia malata che muove il mondo e che ci contamina tutti. Una giostra per adulti su cui salgono anche i bambini. Un anno fa è toccato a quelli di Fukushima, prima ancora a quelli di Chernobyl. La ruota atomica gira, gira, ancora e ancora. Stanno costruendo altre 63 giostre. Sono queste le cifre da capogiro.

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Foto | Wunderland

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