Ministro Passera: le rinnovabili costano troppo. Presto una riforma degli incentivi

Soldi

Il futuro delle incentivazioni alle rinnovabili potrebbe essere completamente diverso da quello che conosciamo oggi e questa volta, stiamone certi, si assisterà a degli effetti ben più imponenti rispetto a quelli venuti fuori dal ridimensionamento del Quarto Conto Energia. Nei giorni scorsi non sono infatti passate inosservate le dichiarazioni del Ministro Passera il quale, in un'intervista, ha sottolineato come sia necessario al più presto rivedere il sistema degli incentivi a causa del loro alto costo per la collettività.

Il risultato degli incentivi, dice il Ministro, ha da un lato favorito una vera e propria esplosione di installazioni degli impianti (fotovoltaici su tutti), dall'altro però ha determinato un alto costo per il Paese: l'Italia ha infatti già maturato 9 miliardi di euro all'anno di incentivi da pagare in bolletta per famiglie e imprese; considerando che l'incentivo dura 20 anni significa che si è già maturato un debito per una cifra compresa fra i 150 e i 200 miliardi.

Tali costi, ha proseguito Passera, che già di per sé sono esorbitanti, stanno crescendo per circa 200 milioni all'anno in più ogni mese che passa. Proprio per questo, conclude Passera, a breve verranno emanati tre decreti ministeriali che ridefiniranno il modello di sviluppo in questo campo. Dopo le parole del Ministro non ci resta che attendere ma, stiamone certi, è abbastanza prevedibile come nel breve periodo si assisterà all'ennesima discesa in piazza delle diverse associazioni di categoria che protesteranno a favore di un comparto che, con un taglio degli incentivi, potrebbe correre seriamente il rischio di soccombere.

Di chi le colpe per questa situazione? Difficile dirlo, personalmente credo però che, crisi economica a parte, sia necessario soffermarsi su due aspetti molto diversi fra loro. Se da un lato infatti possiamo tessere le lodi al Governo che appena cinque anni fa introdusse un'incentivazione (quella de Nuovo Conto Energia che sostituì il Vecchio Conto Energia, poco versatile) permettendo finalmente anche all'Italia di svilupparsi soprattutto sul fronte fotovoltaico (dove ricordiamolo, precedentemente al 2007, era parecchio indietro rispetto ad altre realtà), dall'altro bisogna considerare come in questi anni il piano di incentivazione non sia stato migliorato per il bene del Paese; si è infatti continuato in maniera unidirezionale con criteri di premialità rivolti soltanto gli impianti installati trascurando invece forme di incentivazione (come è successo in Germania per esempio) rivolte ai produttori di tecnologie rinnovabili.

L'Italia infatti, non avendo lavorato in questo senso, non ha oggi un forte comparto industriale di tecnologie rinnovabili, motivo per cui si è costretti a comprare all'estero; questa situazione ovviamente determina un ulteriore aggravio nei costi energetici che si sommano ai già alti costi di produzione dell'energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico ed eolico infatti, per quanto oggi costino meno rispetto a cinque anni fa, non riescono ancora a competere (senza incentivo) con le fonti di energia tradizionale.

Via | Energymanager.net
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
28 commenti Aggiorna
Ordina: