Kyoto, arriva l'eco-condanna per l'Italia

Alla fine Matteoli ce l’ha fatta a scaricare la patata bollente al nuovo ministro dell’Ambiente. E’ arrivata infatti la condanna della Corte europea di giustizia all'Italia che non ha recepito entro i termini la direttiva che istituisce un sistema per la compravendita delle quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Ue, in applicazione del Protocollo di Kyoto.
L’ex ministro Matteoli e la sua compagine di militanti anti-Kyoto si erano “dimenticati” di trasporre la direttiva entro il 31 dicembre 2003.

L’Unità riporta degli stralci della sentenza:

La Corte dichiara che "non avendo adottato, entro il termine prescritto, tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento europeo (...) che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità (...), la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di tale direttiva".
Dopo il ricorso della Commissione in Corte di Giustizia (14 marzo 2005) la situazione riguardante l'integrazione dell'Italia nel sistema Ue di compravendita delle quote di emissioni di CO2 (anidride carbonica) è cambiata, ma non abbastanza da fermare l'iter giudiziario che ha portato alla sentenza attuale. Nell'estate scorsa, la Commissione ha finalmente approvato il “piano nazionale di assegnazione”delle emissioni a ciascuna delle imprese partecipanti; inoltre, è ormai in funzione, anche se con qualche ritardo, il “registro delle emissioni”, un altro strumento essenziale per alimentare il meccanismo del commercio delle "quote" di CO2.

Ecco quindi una prima bella sfida in cui il governo Prodi dovrà dimostrare la sua superiorità tecnica e morale nei confronti del tanto vituperato Berlusconi. Non c’è dubbio che il neoministro Pecoraro abbia a lungo argomentato a favore di un drastico taglio della Co2. Ora miei cari è venuto il momento di tradurre in pratica le tante parole spese durante anni all’opposizione. L’Italia vi guarda, non deludeteci.

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