CNR: la deforestazione rallenta, ma è cauto ottimismo

rallenta la deforestazione

Per gli scienziati il dato è da prendere con cauto ottimismo: la tendenza alla deforestazione rallenta. Lo rendono noto gli studiosi del Dipartimento terra e ambiente (Dta) del CNR.

L'ottimismo viene definito cauto da Enrico Brugnoli, direttore del Dta-Cnr che spiega:

Il tasso di deforestazione nel 2000-2010 è sceso a 13 milioni di ettari l'anno. Quello del decennio precedente era di 16 milioni di ettari. Inoltre, nei paesi in via di sviluppo si procede sempre più a rimboschimenti su larga scala, sia per recuperare terreni deforestati sia per occuparne di incolti, spesso scarsamente vocati alla pratica agricola. Una forte spinta in questa direzione arriva dalle aree industrializzate che, per adempiere agli impegni sottoscritti con il protocollo di Kyoto, acquisiscono crediti di carbonio nei paesi in via di sviluppo attraverso riforestazioni di vaste aree.

Avviene che nei paesi industrializzati le aree abbandonate sono numerose e dunque in quelle zone è ripresa l'espansione di boschi e foreste; i rimboschimenti, sono pari a 7 milioni di ettari all'anno; il doppio degli ettari, circa 13 sono persi per deforestazione. Un pareggio ancora lontano, è evidente, ma che lascia sperare su una risalita delle aree destinate al rimboschimento.

E veniamo alla qualità dei rimboschimenti. Spiega Brugnoli:

Anche se molte riforestazioni sono realizzate con singole specie o addirittura con singoli genotipi, e non possono raggiungere livelli di biodiversità paragonabili alle foreste naturali, possono comunque fornire importanti benefici ambientali, primo fra tutti il sequestro del carbonio.

Via | Almanacco del CNR
Foto | Flickr

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