L'Eolico siamo noi: è il corpo umano prossima frontiera delle rinnovabili?


Sta facendo il giro del web, in questi giorni, la notizia dell'ennesima trovata futuribile, un nuovo gadget supertecnologico che mette le ali alla fantasia e converte in energia i nostri respiri. L'idea, bizzarramente affascinante, è stata lanciata in occasione dei Red Dot Award , competizione internazionale dedicata a design e innovazione: attraverso Aire, una buffa mascherona - del tutto simile ad una maschera antigas - sarebbe possibile ricaricare dispositivi elettronici di ogni tipo, trasformando in energia (eolica!) il nostro soffio vitale. Che si lavori alla scrivania, si corra, si dorma o, meglio ancora, si russi, lo spostamento d’aria prodotto dal respiro e il gradiente di temperatura fungerebbero da fonti rinnovabili e sostenibili. L’elettricità così prodotta sarebbe poi trasferita alla batteria di cellulari o altri gadget tecnologici, per una ricarica ecologica.

Il futuro ci riserva, dunque, la vista di drappelli di runner muniti di maschere collegate all'Mp3 e di bambini messi a nanna con pigiamino e Aire? Le industrie energetiche si ritroveranno ad assoldare incalliti russatori, come i più formidabili produttori di energia rinnovabile?

L'idea è davvero divertente. Sono però remote le possibilità che il progetto, ancora in cerca di un finanziatore, dell'istrionico designer brasiliano Joao Paulo Lammoglia approdi sul mercato. Nè appare sensato ritenere che Aire sia l'alba di una nuova rivoluzione tecnologica sostenibile. Certamente affascinante, tuttavia, la prospettiva evocata da Lammoglia: il corpo umano non solo come organismo energivoro ma come inaspettata fonte ‘non convenzionale’.

Foto | Joaolammoglia.net

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