Rompiscatole 2012: la hit delle scatolette di tonno sostenibile

Rompiscatole 2012: scopri le scatolette di tonno più sostenibili

A sinistra la nuova classifica Rompiscatole 2012 che elenca le scatolette di tonno più (o meno) sostenibili. E' stata redatta da Greenpeace e è consultabile integralmente qui.

I risultati li vedete: c'è ancora molto da fare sebbene il tonno in scatola sia una delle conserve ittiche più usate nel nostro Paese. Ciò comporta annualmente il consumo di 140mila tonnellate di tonno in scatola, siamo i secondi produttori in Europa; il volume mondiale di affari è di 19,3 miliardi di euro.

Scrive Greenpeace nel suo dossier Tonno in trappola:

Le campagne pubblicitarie cercano di far apparire la pesca al tonno come una pittoresca industria artigianale, ma in realtà le flotte che pescano il tonno sono tra le più industrializzate al mondo, e sono responsabili di gravi impatti sugli oceani. Questo tipo di pesca minaccia da un alto le risorse da cui dipende, sovrasfruttando gli stock di tonno e catturandone esemplari giovanili, e dall’altro l’intero ecosistema marino. Il tonno è solitamente pescato con metodi che causano ogni anno la morte di migliaia di squali e tartarughe marine, tra cui specie minacciate d’estinzione.


Ecco la necessità ravvisata da Greenpeace di diffondere informazioni in merito ai sistemi di pesca affatto sostenibili per lo più FAD che appunto depauperano inutilmente il mare. Quel che possiamo fare noi consumatori è: sia limitare il consumo di tonno in scatola sia scegliere quei marchi che fanno della sostenibilità un valore etico. Dunque ecco l'invito di Greenpeace a scrivere a Rio Mare perché:

E' la scatoletta più consumata dagli italiani, ma pochi sanno che, per pescare il suo tonno, vengono utilizzati metodi di pesca distruttivi. La pesca con i FAD, ovvero quegli oggetti galleggianti utilizzati per concentrare i pesci, causa non solo la cattura di esemplari giovani di tonno, ma di numerosi altri animali marini, tra cui specie in pericolo, come squali e tartarughe. Si stima che per ogni 9 chilogrammi di tonni catturati si pesca 1 chilogrammo di altri animali "indesiderati".

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