Incentivi alle rinnovabili: l'Europa accusa la Cina di concorrenza sleale

Fotovoltaico dalla Cina, l'Europa pensa a multe anti dumping

Il risveglio di primavera dell'Europa in merito alle energie rinnovabili, tra cui spiccano eolico e fotovoltaico è brusco: da incubo. In un articolo piuttosto piccato su Euractiv si annunciano multe e azioni legali contro la Cina a causa delle pratiche scorrette in merito al fotovoltaico. Ma per la verità a me viene solo il dubbio che in Europa fatte le regole del liberismo non si sappiano poi applicare.
Gli Usa, invece, la notizia è di ieri, hanno deciso di difendersi applicando una tassa diciamo di perequazione che serva a riportare i prezzi troppo bassi dei pannelli solari cinesi in linea con i prezzi dei pannelli fotovoltaici americani.

Cosa accade? In Cina l'investimento sulle energie rinnovabili è cresciuto a dismisura negli ultimi anni, poiché cercano di raggiungere l'obiettivo di fornire il 15% del consumo di energia da fonti rinnovabili entro il 2015. Nel 2010, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il leader globale nella capacità eolica installata - da 41,8 GW a 40,2 GW - ed ha messo a disposizione 30 miliardi di prestiti e sussidi alle sue aziende di energia solare.

D'altronde i cinesi spiegano di non avere altra scelta se devono raggiungere gli obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2 e e di sviluppo di energie rinnovabili così come richiesto dal UN Framework Convention on Climate Change. Il punto è che le aziende europee si lamentano che sono però di fatto estromesse dal mercato cinese non potendo contare su altrettanti incentivi e sgravi fiscali da parte dei loro governi. Dunque l'Europa è invasa da prodotti cinesi quali pannelli fotovoltaici a basso prezzo; in Cina non entra un pannello fotovoltaico europeo a cauda dei prezzi elevati.

Spiega Marc Vanheukelen Head of cabinet, DG Trade, della Commissione europea:

L'Europa è stata di fatto estromessa dal mercato in Cina perché le sovvenzioni per le imprese cinesi sono enormi.

Le ostilità contro il sistema incentivi cinese è stato aperto dalla tedesca Solarworld tanto che alla fine dello scorso anno annunciò di aver messo in campo un miliardo di dollari "anti-dumping" contro le società cinesi.

E Vanheukelen ha così commentato:

E' un problema nuovo e il WTO deve ancora scrivere regole per il settore ambientale. Siamo lieti di poter contribuire al dibattito politico.

Foto | TMNews

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: