Pubblicità e ambiente: vince il greenwashing

Greenwashin, la pubblicitàmente sullo sviluppo sostenibile

In Francia è stato appena pubblicato da ADEME e ARPP il Quinto rapporto sulla pubblicità ambientale dove si analizzano le false promesse o greenwashing fatte dalle aziende pubblicitarie in merito a prodotti che dovrebbero invece rappresentare lo sviluppo sostenibile. In Italia siamo all'anno zero: il primo rapporto sarà presentato il 26 marzo alla Bocconi a Milano.

Il vettore preferito per il messaggio pubblicitario è il video su internet: ne sono stati analizzati 584. Sostanzialmente l'11% delle pubblicità in ambito green dice bugie. Infatti su 707 messaggi analizzati sono 36 quelli che peccano di omissioni mentre il 5% potrebbe indurre in errore o a comportamenti non eco-responsabili. Più della metà presentano mancanze. Ad esempio, la circolazione di veicoli in spazi naturali è proibita nella pubblicità, ma proprio nella categoria costruttori di automobili si registra un incremento di questo genere di messaggio pari al 2%; il 6% delle pubblicità invece, non fornisce informazioni sufficienti o adeguate.

Ebbene in Francia dove girano pubblicità spesso analoghe alle nostre è emerso che le pubblicità non conformi:

si basano su un uso non conforme del linguaggio.

Ma il settore che esprime al peggio i messaggi pubblicitari è quello dell'oggettistica d'arredamento dove:

gli spot sono considerati irregolari, soprattutto perché gli annunci non hanno fornito informazioni sufficienti e potrebbero essere fuorvianti: nessuna spiegazione del visivo, l'uso eccessivo di loghi o l'uso di un vocabolario ambiguo.

Via | Actu-Environment
Foto | Flickr

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