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Inquinamento

Svolta nelle indagini su Quirra: nei cadaveri riesumati ci sono tracce di radioattività

Continua il balzello sulla questione del poligono militare di Quirra; dopo i risultati delle Asl presentati nel novembre scorso che dimostravano, seppur fra mille dubbi, la quasi assenza di elementi nocivi nella zona del poligono militare, ecco arrivare il colpo di scena. Dall’analisi dei venti corpi riesumati (indagine portata avanti dal procuratore di Lanusei Fiordalisi) sono infatti stati ritrovati dati superiori alla norma in dodici casi.

Sarebbe questa la prova, secondo la Procura, del rapporto diretto tra attività svolte nel poligono dal 1956 a oggi praticamente senza controllo e che sarebbe la causa diretta dell’insorgenza di molte malattie e tumori di chi ha frequentato quella zona. Un esito, questo della procura di Lanusei, che ha scatenato un vero e proprio tsunami giudiziario a cui dovranno rispondere ben venti persone, responsabili più o meno diretti.

Si tratta di due responsabili del distaccamento a mare di capo San Lorenzo, il tenente Walter Carta (responsabile del servizio di Prevenzione del poligono), quattro esperti dell’Università di Siena (avrebbero taciuto sulle quantità di torio ritrovate nei terreni, in alcuni punti 35 volte superiori al fondo naturale del terreno), tre membri della commissione Difesa (i controllori del lavoro dell’Ateneo toscano), due chimici della Sgs di Torino (accusati di aver detto il falso quando hanno assolto dall’accusa di inquinamento le attività militari), il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura e il professore universitario cagliaritano Pierluigi Cocco (medico competente della base) per aver ostacolato le indagini.

Via | Lanuovasardegna.it

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