Addio alla bistecca e benvenuto alla famiglia Wittmann vegetariana

In Francia e in Germania è in atto un dibattito acceso sugli svantaggi del consumo di carne rossa alimentato da due reportage andati in onda su Arte. Il primo ha il titolo di L'adieu au steak (il video in alto) e il secondo Les noveaux végétariens (dopo il salto) dove si racconta la storia della famiglia Wittmann che si è votata alla alimentazione vegetariana. Ovviamente in entrambi i documentari spazio anche alla voce di chi sostiene che senza carne, gloria culinaria delle due culture gastronomiche, non si possa sopravvivere.

I tedeschi e i francesi basano la loro alimentazione proprio sulla carne rossa (anche noi italiani nonostante la gloriosa dieta Mediterranea, però) e consumano ogni santo giorno specialità che vanno in base al Paese dai würstel, alla salsiccia di fegato di maiale o allo stinco, alle bistecche; entrecôte, boeuf bourguignon o le classiche tarte con carne. Insomma, un tripudio di proteine di origine animale.

In Europa produciamo ogni anno 40milioni di tonnellate di carne per un consumo pro-capite di circa 60 Kg. Il primo video, quello in alto dura oltre 1h ed è piuttosto impressionante quando mostra i sistemi di allevamento industriale degli animali. Infatti se nell'immaginario collettivo abbiamo davanti scene di pascoli verdi e di animali in libertà e di produzione artigianale e paziente di insaccati e derivati (complice la pubblicità) nella realtà scopriamo che le cose sono molto diverse. Gli animali sono tenuti fermi, senza potersi muovere, ingrassati in maniera innaturale e imbottiti di antibiotici perché si ammalano più facilmente.

E' desolante vedere i polli sofferenti o i pulcini trattati poco meno di oggetti e spostati da un lato all'altro dei capannoni con mezzi meccanici; mucche tenute ferme in gabbia e fatte muovere per pochi passi solo per mungerle; scrofe impossibilitate a ogni movimento e costrette solo a allattare. Questi allevamenti sono l'emblema della razionale e efficiente follia umana.

Di contro la storia della famiglia tedesca Wittmann che ha abbandonato la carne rossa e che si dedica a coltivare il proprio terreno per ottenere verdure e legumi freschi. ma si sentono discriminati poiché in una cultura imperante quale quella gastronomica tedesca, dedita al consumo di carne, diventa difficile giustificare la propria scelta di astensione.

Infine, uno sguardo anche sulla Cina e sull'India. Nel Paese di Mezzo sono aumentati i consumi di carne e anche i casi di diabete e malattie cardiovascolari sconosciute fino a una ventina di anni fa; in India grazie alla religione induista che vieta il consumo di carne animale la popolazione si nutre di soli vegetali con conseguenze migliori sullo stato di salute.

Via | Arte

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