Palermo sommersa dai rifiuti, colpa di una politica sempre più trash

rifiuti palermo

Emergenza rifiuti a Palermo: dopo quattro giorni di sciopero dei dipendenti dell'Amia la città è diventata invivibile. La raccolta è ripresa ma ci sono ancora duemila tonnellate di rifiuti in strada. Spazzatura che ostacola l'ingresso alle scuole e che ha bloccato nei giorni scorsi anche un centro dialisi e persino una famiglia.

Nella notte ben 30 roghi hanno esasperato ulteriormente la situazione, rendendo l'aria irrespirabile, tanto che i magistrati indagano anche per danno alla salute pubblica. La protesta è nata dall'ipotesi di dimezzare lo stipendio dei dipendenti del mese di marzo. Stipendio che poi è stato pagato per intero. I medici sono preoccupati per la diffusione di epidemie, ma non sono state previste raccolte straordinarie per accelerare la risoluzione dell'emergenza o meglio solo un turno speciale, ma non basta evidentemente. Riporta il Giornale di Sicilia che i medici:

Dicono senza reticenze che la salute è in pericolo. C’è il rischio concreto di epidemie da topi e insetti. Tra immondizie crescenti pascolano i randagi con relative leishmaniosi e rickettsiosi.

Una crisi infinita quella dei rifiuti a Palermo che nasce da una politica sempre più trash:

I soldi sono pochi. I dipendenti sono troppi. I soldi sono pochi perché la politica ha speso male i molti che ha ricevuto in passato. I dipendenti sono troppi perché, spendendo male quei soldi, la politica ha pensato più alle elezioni e al potere che non all’interesse della città.

Via | Il Fatto Quotidiano; Giornale di Sicilia
Foto | Flickr

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