Il vero costo delle rinnovabili in bolletta, le stime di Legambiente

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Costi delle rinnovabili in bolletta. Torniamo a parlarne perché gli aumenti dei giorni scorsi imputati agli incentivi alle energie pulite stanno facendo discutere. Legambiente ribadisce che le rinnovabili pesano per il 10% dei costi totali della bolletta.

Su un importo medio di 494 euro all'anno (contratto in fascia protetta da 3kW, dati 2011), il 59%, ovvero 294 euro, va a coprire i servizi di vendita e finisce dunque alle centrali, nuove rinnovabili escluse. Nello specifico il 90% di questa fetta va ad impianti a metano, petrolio e carbone. Il costo dell'energia da fossili è raddoppiato negli ultimi cinque anni.

Il 14% della bolletta, pari a 69 euro, va a coprire i servizi di rete e dunque la distribuzione. Il 40% di questi 69 euro è una quota fissa. La pagheremmo anche se non consumassimo energia. La quota fissa conta dunque per l'8% della bolletta. Tasse ed IVA contano per il 13% della bolletta e vanno ad incidere anche sugli incentivi alle rinnovabili malgrado non siano beni e servizi.

Un altro 13% della bolletta, pari a 64 euro di media, copre "oneri generali di sistema". Sei euro, pari all'1,2% della bolletta, vanno al nucleare, finanziando sia la ricerca che lo smantellamento delle vecchie centrali. Alle rinnovabili va dunque il restante 10%. Spiega Legambiente:

Il 10% circa della bolletta (48 euro) finanzia effettivamente gli incentivi sia vecchi che nuovi a fotovoltaico, eolico e biomasse. Mentre un 2% (altri 10 euro circa) vanno alle altre “fonti assimilate alle rinnovabili” del CIP6. Una definizione ingannevole, perché si tratta soprattutto di raffinerie, inceneritori, acciaierie, impianti a carbone – evidentemente assai poco rinnovabili.

L'aumento del prezzo del petrolio ed il deprezzamento dell'euro hanno pesato sulla bolletta per 49 euro dall'inizio dell'anno. Le rinnovabili, da maggio, causeranno un aumento di 20 euro all'anno in media. Ci costano in tutto 48 euro all'anno e producono il 10% dell'energia elettrica. Come fa notare Legambiente, si tratta di:

Un dato che, se pur in crescita, peserà sempre meno rispetto al costo delle vecchie fonti, del petrolio, degli inceneritori, delle raffinerie e degli impianti a carbone. Non solo: la crescita delle rinnovabili ha fatto abbassare il prezzo dell’energia nelle ore di punta, quando l’energia delle centrali termoelettriche meno efficienti costava di più.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr

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