Obesità: tra le cause anche agenti inquinanti

Tra le cause dell'epidemia di obesità anche gli agenti obesogeni

Due nuovi studi evidenziano i legami tra inquinamento e aumento dei casi di obesità dal 1997 considerata vera e propria malattia sociale e attualmente considerata al pari di un'epidemia. Una prima ricerca è stata commissionata da CHEM Trust e sviluppata da Miquel Porta e Duk-Hee Lee dove si evidenziano le correlazioni tra agenti inquinanti e obesità; l'altra il rapporto ECOD è stata voluta dall'Associazione RES Réseau Environnement Santé. Il sospetto che diverse sostanze chimiche potessero sollecitare l'aumento di peso era già stato sollevato da altre ricerche.

Secondo gli autori non sarebbe solo lo stile di vita (ipernutrizione o sedentarietà) la causa dell'obesità, ma la malattia sarebbe scatenata dagli agenti obesogeni, ossia dei perturbatori endocrini, ovvero molecole che agirebbero sull'equilibrio ormonale delle specie viventi causando effetti indesiderati sulla salute. I primi a essere sotto accusa sono i POP, inquinante organico persistente base per insetticida come il DDT ad esempio oggi vietato ma che si ritrova ancora nell'atmosfera sotto forma di diossine; il celebre bisfenolo A BPA o i ftlati presenti in alcuni tipi di plastiche.

Le conclusioni delle due ricerche collimano con quelle presentate dal ricercatore americano che ha coniato nel 2006 il termine obesogeno e che ebbe già modo di constatare che alcune molecole potevano incitare gli organismi alla produzione di grasso.

L'Organizzazione mondiale della sanità stima che entro il 2015 saranno 700 milioni le persone colpite da obesità con un aumento del 75% nei prossimi 10 anni.

Via | Zegreenweb
Foto | Flickr

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