Parchi eolici, l'impatto sugli uccelli

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Dell'impatto dei parchi eolici sulla popolazione di uccelli si è a lungo discusso, ne avevamo parlato a proposito di grifoni e gufi, di aquile e di diversi uccelli migratori. Ne abbiamo scritto anche a proposito di altri volatili come i pipistrelli.

Le pale sono state spesso additate come responsabili di gravi danni a diverse specie, a causa dell'impatto visivo, dell'impatto materiale e dell'inquinamento acustico fuorviante e fastidioso durante il volo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Applied Ecology, a cura dei ricercatori dell'RSPB, Scottish Natural Heritage e del British Trust for Ornithology, sostiene che l'impatto a lungo termine sugli uccelli non sarebbe così grave.

La rotazione delle pale, per Martin Harper, direttore dell'RSPB, non "frulla" gli uccelli. Tuttavia, dall'analisi condotta su dieci specie tra le più diffuse nel Regno Unito, è emerso che ad insidiare la fauna aviaria, con gravi danni, è la fase di costruzione dei parchi eolici. Ecco perché è fondamentale la scelta del sito per minimizzare l'impatto sulla popolazione aviaria.

A soffrire maggiormente nella fase di costruzione dei parchi eolici è il chiurlo, in declino del 40% nel raggio di ottocento metri dalle aree in cui erano in corso i lavori di 18 parchi eolici, nel Nord dell'Inghilterra ed in Scozia. Molti chiurli hanno abbandonato i nidi e non sono tornati alla fine dei lavori, quando le turbine sono entrate in funzione. Minore invece l'impatto sulle pernici rosse che sono diminuite in fase di costruzione, ma hanno ripopolato l'area all'avvio della produzione di energia eolica.

Via | Guardian
Foto | Flickr

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