AEEG: in bolletta elettrica il 13% per le rinnovabili

bolletta trasparente e costo reale delle rinnovabili

Quanto incidono le rinnovabili, le assimilate (inceneritori & co.) e il fotovoltaico in bolletta elettrica? A leggere le stime dell'AEEG che calcola gli incentivi del IV Conto energia di aprile 2012 sulla bolletta elettrica, si scopre che su una spesa annua di 515 euro (consumi medi di una famiglia pari a 2700 kWh/anno e contatore da 3 kW) si pagano circa 68 euro di tasse, mentre il 13% ossia circa 66 euro è riservato alle rinnovabili. I benefici economici derivati dalle rinnovabili e stimati dallo studio OIR – AGICI nel periodo 2012-2020 ammontano a 72 miliardi di euro. Stime che però l'attuazione del V Conto energia cancella inesorabilmente. Ecco perché domani 18 aprile si tiene a Roma una manifestazione a cui prende parte tutto il comparto rinnovabili.

Nel post precedente riportavo il malcontento dei produttori europei che lamentano sia i tagli agli incentivi (in Germania come in Spagna) sia l'assenza di una reale politica industriale europea a fronte di una massiccia concorrenza super incentivata dalla Cina. In Italia la scure è calata per volontà dei Ministri Passera, Clini e Catania rispettivamente ai dicasteri di Sviluppo, Ambiente e Agricoltura. La motivazione addotta riferisce di una necessità di abbassare la spesa delle famiglie italiane in bolletta elettrica. Sostanzialmente il governo fa passare il messaggio che le rinnovabili siano costose e dunque in tempo di crisi meglio abbandonare questo genere di approvvigionamento; anzi che vi sia mercato libero e competizione feroce e che i produttori di energie rinnovabili se la cavino senza aiuti statali, il tutto a favore dei consumatori: il manifesto liberista è chiaro e spesso anche i commenti su queste pagine di pseudo troll in stile astroturfing hanno provato a convincere che addirittura l'energia nucleare fosse più conveniente dei semplici pannelli solari.

Detto ciò la realtà è un tantinello diversa e la svela l'AEEG, ossia l'Autorità per l'Energia che pubblica la bolletta trasparente. La spesa totale stimata di un utente domestico tipo con consumi pari a 2700 kWh/anno e contatore da 3 kW di circa 515 euro è ripartita così:

  1. servizi di vendita: pari al 57% circa della spesa complessiva per un totale di 294
    euro/anno;
  2. servizi di rete: pari a circa il 13,4% della spesa complessiva, per un totale di 69
    euro/anno;
  3. oneri di sistema: pari al 16,3% circa della spesa complessiva, per un totale di 84
    euro/anno;
  4. imposte: pari al 13,3% circa della spesa complessiva, per un totale di oltre 68
    euro/anno.


Precisa perciò l'AEEG:
In totale si stima che la spesa per rinnovabili e assimilate sia pari 77,5 euro anno:


  1. Di questi, 67,3 euro (il 86,8%) sono attribuibili alle fonti rinnovabili e per 10,2 euro (il 13,2%) alle assimilate;


  2. regimi tariffari speciali per la società Ferrovie dello Stato (componente A4, pari a circa l’1,37% degli oneri di sistema), pari ad una spesa di 1,15 euro/anno;


  3. oneri per la messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali (componente A2 e MCT, pari a circa il 2,16% degli oneri di sistema), pari ad una spesa di 1,81 euro/anno;
  4. compensazioni per le imprese elettriche minori (componente UC4, pari al 1,03% degli oneri di sistema),pari ad una spesa di 0,86 euro/anno;
  5. sostegno alla ricerca di sistema (A5 pari a circa lo 0,38% degli oneri di sistema), pari ad una spesa di 0,32 euro/anno;
  6. copertura del bonus elettrico (componente As, a pari allo 0,23% degli oneri di sistema), con una spesa pari a 0,19 euro/anno;
  7. promozione dell’efficienza energetica (componente UC7 pari al 2,29% degli oneri di sistema), con una spesa pari a 1,92 euro/anno.

Nota L'ex ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e padre del sistema di incentivazione al fotovoltaico:

Sembra paradossale ma mentre si parla di aumentare l'occupazione, si danneggia un settore che in pochi anni ha creato oltre 100.000 nuovi posti di lavoro. Che, compreso l'indotto, occupa circa 150.000 persone. Non si blocca chi specula sulle rinnovabili, cosa che sarebbe giusta, ma si paralizzano invece tanti produttori e installatori corretti che andrebbero invece formati ed indirizzati verso prodotti e servizi di qualità, verso la massima trasparenza e correttezza nei confronti dei consumatori. La conferenza Stato Regione può ancora intervenire per modificare le storture più evidenti dei decreti del governo. Lo stesso esecutivo,che negli stesso decreti propone un obiettivo ambizioso di produzione di energia da fonti rinnovabili per il 2020 deve aprire un rapido ed efficace confronto il settore per evitare anche errori tecnici madornali nella stessa scrittura dei testi. il Parlamento può e deve intervenire per difendere un comparto dell'economia innovativa del Paese. Io personalmente risponderò a questo SOS e parteciperò a questa manifestazione e spero che tanti lo facciano.

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