Eolico: il settore nei prossimi due decenni crescerà esponenzialmente. Dati troppo ottimistici?

EolicoIn un'epoca in cui le aziende chiudono una dopo l'altra, esistono settori che, non soltanto riescono a stare a galla, ma addirittura crescono esponenzialmente nei loro profitti. É il caso dell'eolico che, come ci svela il rapporto "Green Growth. The Impact of Wind Energy on Jobs and The Economy", presentato qualche giorno fa a Copenaghen, ha contribuito per una cifra di circa 32 miliardi di euro alla crescita del prodotto interno lordo europeo.

Il rapporto non soltanto rivela che nel 2010 l'industria eolica ha visto crescere considerevolmente il suo contributo al Pil totale dell'Unione Europea, ma dice che la tendenza di crescita si manterrà tale anche nei prossimi due decenni. Apprendiamo inoltre che cresceranno esponenzialmente anche i posti di lavoro offerti dal settore: si calcola infatti che entro il 2020 gli addetti saranno 520.000 e nel 2030 addirittura 795.000, quindi in un numero più che triplicato rispetto all'attuale.

Insomma, nulla per cui preoccuparci; eppure nel leggere i dati non vi nego di aver avuto qualche dubbio sulla positività riscontrata negli scenari descritti. Tale diffidenza nasce da alcune notizie, apprese non molto tempo fa, che non facevano presagire nulla di buono. Infatti soltanto lo scorso gennaio uno dei colossi europei del settore, la Vestas, annunciava un ridimensionamento del settore vista la crisi e il licenziamento di ben 2.300 lavoratori a causa dell'ingresso nel mercato dei soliti cinesi capaci, come da copione, di produrre di più e a minor prezzo.

Ancora: nell'ultimo mese di febbraio l'azienda Iberdola licenziava parte del personale proprio a causa della crisi. Ora: va bene che non sia troppo corretto considerare due aziende con difficoltà come indicatori per radiografare un intero comparto, eppure, considerata la rappresentatività nel mercato di questi soggetti, qualche dubbio sugli scenari futuri mi rimane.

Detto ciò ritengo che se realmente si vorrà scommettere sull'eolico nei prossimi decenni, oltre che su un ulteriore miglioramento della tecnologia, molto si dovrà fare a livello di reti intelligenti; con l'aumento esponenziale del numero degli impianti non programmabili installati, ci sarà infatti sempre maggior bisogno di migliore gestione della domanda dell'energia prodotta da fonti aleatorie, aspetto questo che le attuali reti di trasmissione non sono in grado di garantire su grandi numeri. La vera partita quindi, oltre che sulla crescita industriale, dovrà necessariamente giocarsi a livello di strategia politica nel vecchio continente.

Via | Ewea.org
Foto | Flickr

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