La fine di petrolio a buon mercato: una minaccia per la sicurezza alimentare

poco petrolio poca agricoltura convenzionale

Tra una manciata anni non solo dovremo dire addio al petrolio, ma anche suo basso prezzo. Dunque l'UNEP lancia un' avvertimento, inclusi una serie di consigli, per disintossicare l'agricoltura dalla necessità di greggio e derivati. Infatti gli attuali livelli di produzione agricola dipendono dal petrolio a buon mercato, ma questa dipendenza deve essere rifiutata per evitare carenze di cibo e prezzi più elevati in futuro.

Infatti il settore primario è strettamente dipendente dal petrolio e lo chiarisce bene il Focus The end to cheap oil: a threat to food security and an incentive to reduce fossil fuels in agriculture. L'analisi parte dalla Green Revolution, la rivoluzione agricola avvenuta a metà del Secolo scorso che ha visto l'intervento massiccio del petrolio portando un comparto verso l'industrializzazione spinta. Ma candidamente viene anche scritto che il petrolio sta per finire:

Mentre la produzione alimentare, per non parlare di trasporto e molti altri sistemi moderni sono diventati sempre più dipendente dal petrolio, le riserve mondiali di petrolio sono ancora diminuite. Il periodo in cui la produzione di petrolio comincerà a diminuire è noto come "picco del petrolio". Le stime del picco del petrolio variano notevolmente. Nel 2010, l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) ha riportato che la produzione di petrolio convenzionale ha raggiunto un plateau nel 2006 e ha cominciato a calare nel 2009 (IEA 2010) .


Dunque le soluzioni variano in base alle ideologie (purtroppo è così) e molti esperti sostengono che una possibilità è rappresentata dai biocarburanti. Ma ovviamente questa opzione è da prendere con le molle poiché la produzione di biocarburanti al posto delle colture alimentari in alcune zone d'Europa e negli Stati Uniti è in parte responsabile del calo del 12,7% delle scorte mondiali di cereali tra il 2009 e il 2011. L'equilibrio tra il cibo e la produzione di biocarburanti è fragile, e in alcune regioni, la produzione di biocarburanti potrebbe avere effetti negativi sull'ambiente e il benessere umano. Ad esempio, le colture energetiche hanno bisogno di elevate quantità di acqua tali da competere con la produzione alimentare. Veniamo alle alternative al greggio: la produzione di petrolio non convenzionale, come ad esempio le sabbie petrolifere e di gas scisto potrebbe addolcire il declino della produzione di petrolio convenzionale, ma di contro ha molte conseguenze ambientali, compresi i cambiamenti climatici , poiché la loro produzione richiede volumi di acqua superiori e emette più gas serra rispetto al petrolio convenzionale.

L'agricoltura se non vuole trovarsi spiazzata e cadere in collasso per la fine del petrolio, dovrà imparare a farne a meno poco per volta. Le soluzioni sono semplici e al tempo stesse complesse a causa del profondo cambio di direzione che va nella strada opposta a quella attuale basata sull'agricoltura intensiva: meno uso del suolo, semina su sodo, rispetto delle rotazioni, diminuzione dei fertilizzanti di origine chimica.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: