Morire a basso impatto, dalle bare di cartone ai cimiteri verticali

bare ecologiche

Tempo fa una mia vecchia zia ironizzava sui costi della morte: Oggi non ci si può più permettere nemmeno di morire, costa troppo. Al di là dei costi (bare-lapidi-fiori-lucine sempre accese post mortem) l'impatto ambientale dei funerali e della sepoltura non è certo da ridere: dal consumo di suolo dei cimiteri, che in alcune grandi città sta diventando un serio problema, all'inquinamento. Per non parlare dello spreco di legno, pensiamo alle bare in legni pregiati come il mogano che vengono bruciate con la cremazione.

Molti cimiteri sono saturi. Per la serie assurdo ma vero, qualche settimana fa il sindaco di Falciano del Massico, in provincia di Caserta, ha emesso un'ordinanza in cui vietava ai cittadini di morire:

Con decorrenza immediata e per quanto nelle possibilità di ciascuno, è fatto divieto ai cittadini residenti nel Comune di Falciano del Massico o comunque di passaggio per il territorio comunale, di oltrepassare il confine della vita terrena per andare nell'aldilà.

Una soluzione, almeno temporanea, è donare il proprio corpo alla scienza. Le donazioni, leggo sul sito dell'Università di Padova, sono già diffuse da tempo negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti e negli ultimi tempi si stanno diffondendo anche in Italia. Ma alla fine delle ricerche, il corpo verrà sempre o tumulato o cremato, come da disposizioni ricevute antemortem. A Città del Messico, ne parlavamo tempo fa, per evitare di consumare altro suolo, sottraendo terreno all'agricoltura e cementificando ulteriormente le periferie, è stato progettato un cimitero sotterraneo verticale: la torre dei morti.

funerale palloncino

Per quanto riguarda la riduzione dell'impatto ambientale delle bare, da tempo abbiamo intercettato qualche segnale di bare ecocompatibili. Purtroppo stentano a decollare rispetto alle classiche bare in legno massiccio. In Gran Bretagna la ARKA ha creato Ecopod, una bara biodegradabile realizzata con carta di giornali riciclata e polpa di gelso, adatta a sepolture tradizionali nella terra o per le cremazioni. Dello stesso marchio anche l'urna per conservare le ceneri, sempre in carta riciclata. Sempre in Gran Bretagna il Natural Death Center si occupa di organizzare sepolture a basso impatto.

A Venezia l'anno scorso si è celebrato il primo funerale con bare di cartone ed urna di mais. I titolari dell'agenzia funebre Pagliarin, promotori del funerale ecologico, spiegano:

Il Comune ha chiesto soluzioni meno inquinanti, dal momento che le casse in legno verniciato, bruciando, producono esalazioni inquinanti dati i prodotti chimici contenuti. Le bare di cartone hanno solo un rivestimento in cellulosa, e con lo stesso materiale vengono fatti i nastri adesivi per sigillare il contenitore.

In Olanda la Remembering Green usa le ceneri per far crescere alberi. L'Eternal Ascent Society propone invece la raccolta delle ceneri in un palloncino biodegradabile che scoppia solo ad una certa altezza.


Foto | Eco-coffins; Eternal Ascent Society

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