Francia, François Hollande presidente della transizione ecologica

Hollande l'ambientalista Cécile Duflot segretario nazionale di Europe Écologie Les Verts (EELV) è entusiasta e all'indomani della vittoria di Hollande eletto presidente di Francia dichiara:

Per la prima volta dopo 24 anni, un presidente della Repubblica è stato eletto con la volontà di mettere in piedi un progetto di giustizia sociale e di transizione ecologica. La forte mobilitazione dei francesi mostra la determinazione per un cambiamento profondo della politica.

La svolta politica tra Europa, recessione e crisi finanziaria in Francia è chiara: più crescita, più sviluppo, più benessere e Hollande promette tutto ciò partendo dal terreno vergine della Green economy. D'altronde anche la Merkel in Germania ha virato verso l'ambiente (più o meno lavato di verde) per ragioni elettorali un anno fa dopo le batoste prese a Brema e nel Baden-Wuerttemberg, portando il suo Paese fuori dal nucleare entro il 2022, giusto per contenere l'avanzata dei potenti Verdi.

Nel programma di Hollande neo presidente c'è una lista da paura che dovrebbe condurre la Francia alla transizione ecologica nei prossimi 5 anni:mobilità sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici, riduzione dell'approvvigionamento dell'energia nucleare, tutela della biodiversità, lotta all'inquinamento dell'aria, suolo e acqua, agricoltura bio e alimentazione di qualità.

Ovviamente vinte le elezioni arrivano le richieste di mantenimento delle promesse: unsa su tutte la ONG France Nature Environnement (FNE) che a nome delle 3000 associazioni che rappresentanza, rammenta a Hollande i suoi impegni. Primo atto ecologista la chiusura della vecchia centrale nucleare di Fessenheim. Infatti il programma di transizione che ha portato Hollande alla vittoria prevede la riduzione dell'energia nucleare per la produzione di elettricità dal 75% al 50% entro il 2025 ovvero il fermo di 24 dei 58 reattori nucleari attualmente in funzione. La compensazione si otterrà dal risparmio energetico e dalla rinnovabili. L'accordo è stato negoziato proprio tra il PS e EELV ma si concretizzerà alla fine del decennio. Il punto è che Hollande ha anche annunciato che avrebbe sostenuto l'apertura della centrale nucleare di Flamanville che dovrebbe entrare in funzione nel 2016 e che dovrebbe andare a sostituire la produzione di Fessenheim. Ma questi sono programmi messi nell'agenda da sviluppare alla lunga però, diciamo nei prossimi 20 anni su un mandato elettorale di 5.

Nell'immediato, nei primi 100 giorni, Hollande ha promesso di bloccare il prezzo dei carburanti; inoltre ha annunciato un nuovo criterio di consumo dell'energia diviso su base essenziale o volontaria per cui la seconda avrebbe tariffe più care.

Infine che ruolo avrà Henri Proglio ad di EDF e nominato da Nicolas Sarkozy? E avranno un ruolo nel governo di Hollande proprio la Duflot e Eva Joly che pure si è battuta per lui?

Via | Verdura, Bioaddict, Le Point
Foto | TMNews

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