Basta con la bufala: Norvegia senza auto a benzina dal 2015

Basta con la bufala Norvegia senza auto a benzina dal 2015

Ho letto con sgomento la notizia secondo cui la Norvegia, paese produttore e esportatore di petrolio vorrebbe bloccare le immatricolazioni di auto a benzina entro il 2015. Eppure poco meno di 2 mesi fa Debora Billi su Petrolio aveva spiegato perché la notizia era completamente infondata.

La storia è questa: la news è vecchia di tre anni, è stata pubblicata per la prima volta in Italia su Petrolio. Il tempo ci ha fatto scoprire che era solo una proposta finita poi nel gorgo di tutte quelle buone intenzioni che lastricano la strada per l'inferno. Dunque la Norvegia non l'ha più riproposta.

Ma niente, sembra che questa notizia piaccia oltre ogni verità e allora entriamo nella fantaecologia. Ma a chi serve? Non si è capito. Intanto il continuare a pubblicarla senza effettuare uno straccio di verifica scredita chi prova a fare un po' di informazione tutti i santi giorni, impegnandosi a controllare le notizie nel mare immenso della rete. Perché lo so che non è facile districarsi, ma so anche che è facile, facilissimo essere smascherati, sbugiardati e allora a pagarne le conseguenze è l'informazione tutta che gira in rete, che inizia a essere tacciata di inattendibilità. In ogni caso il consiglio che posso dare è: diffidare di quei blog e giornali on line che non riportano le fonti delle loro news.

Infine un paio di aggiornamenti sull'economia del petrolio in Norvegia, riportati da Boston Globe, che sta adottando manovre economiche di contenimento della crescita (alla faccia della crisi che stiamo vivendo in Italia) :

Il ministero delle Finanze prevede una crescita per quest'anno del 2,75% e del 3% per il prossimo anno. Il riutilizzo dei ricavi del petrolio sarà tagliato di 6 miliardi di corone (1 miliardo di dollari), dai 122 miliardi di corone (21 miliardi di dollari) approvati nel bilancio 2012 lo scorso anno. La disoccupazione dovrebbe rimanere al 3,25 per cento questo anno, molto al di sotto del 10,2 per cento registrato nel 27 membri dell'Unione europea a marzo.

Foto | TMnews

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