Sparare a vista sui bracconieri per salvare le tigri, succede in India

tigre

Restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch'è già priva di stelle.

Mi è tornata in mente questa frase di Martin Luther King quando ho letto che in India, per la precisione nello Stato di Maharashtra, le guardie forestali sono state autorizzate a sparare a vista sui bracconieri per contrastare la caccia di frodo delle tigri. Tigri che sono gravemente minacciate di estinzione proprio a causa delle centinaia di uccisioni illegali che le decimano anno dopo anno, un mercato alimentato dalla richiesta della medicina cinese che impiega parti del corpo della tigre per vari usi.

Le guardie non sono state esplicitamente invitate ad uccidere i bracconieri, ovviamente, tuttavia se spareranno e feriranno, anche a morte, un cacciatore di frodo, non verrà più considerato un reato. Una misura volta a tutelare non solo le tigri, ma anche gli elefanti ed i rinoceronti, molto ricercati dai bracconieri per via del prezzo altissimo a cui viene pagato l'avorio, principalmente sui mercati asiatici. Dall'inizio dell'anno sono state uccise già dodici tigri in India, otto proprio nello Stato di Maharashtra. Una cifra altissima se pensiamo che nelle riserve indiane vivono almeno 1.500 delle 3.200 tigri rimaste nel mondo.

Certo, il fatto che per salvare la vita delle tigri si prendano misure così drastiche, che vanno contro la difesa della vita ad ogni costo, ci fa rendere conto del mondo malato dominato dalla morte in cui viviamo. Senza contare che si può sparare su semplici sospettati di bracconaggio ed in caso i sospetti fossero infondati si ferirebbe un innocente. Se spariamo addosso ai membri della nostra di specie, come pretendiamo di salvare le altre?

Via | ABC News
Foto | Flickr

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