Andrea Segrè: "Il frigorifero la tomba dello spreco alimentare"

Nel frigorifero di ogni famiglia si consuma il disastro dello spreco alimentare. Abbiamo un sistema economico che ci obbliga a comprare, conservare e consumare. Le etichette ci dicono quando un alimento scade. Ma le derrate che acquistiamo sono sempre troppe rispetto alla capacità di consumo e allora gettiamo via cibo. In tempi di crisi, in Europa, finisce nella spazzatura il 43% del cibo che acquistiamo. A volte a ragione altre volte no.

Lo spreco alimentare è una delle facce del disastro ambientale: per avere più cibo occorre servirsi di agricoltura intensiva, allevamenti intensivi, pesca intensiva, logistica intensiva, trasporti intensivi. Tradotto: consumiamo troppa acqua e impoveriamo i suoli agricoli e per renderli più fertili ricorriamo alla chimica del petrolio. E' un sistema che necessariamente porta al collasso delle risorse e ambientale e siamo già in 7 miliardi sul Pianeta. Nel 2050 saremo in 9 miliardi: solo il risparmio alimentare garantirà cibo per tutti.

Molto cibo ad esempio frutta e verdura anche se buoni, finiscono nella spazzatura perché non sono belli. Infatti, avendo cibo a disposizione in grosse quantità il criterio che lo rende interessante nella GdO non è la sua qualità ma la sua bellezza: perciò troviamo cavolfiori, verze, mele e pere sempre perfette e lucenti sui banconi dei supermercati. La Gdo secondo questi standard getta via 238 mila tonnellate di cibo pari a 881 milioni di euro, ragione per cui 620mila persone potrebbero mangiare a colazione pranzo e cena ogni giorno. Oppure pensiamo a quel che accade nelle mense scolastiche, degli ospedali o aziendali: ma quanto cibo ancora buono viene gettato? Banco Alimentare con Siticibo si impegna a recuperarlo e a ridistribuirlo. Ma è una goccia nel mare.

Di questi e di altri scenari ne hanno discusso tre esperti, Andrea Segrè, Tristram Stuart autore di Sprechi e freegan (ossia si alimenta con il cibo trovato nella spazzatura) e Jean Schwab direttore della National Food Recovery Initiative dell'EPA -Agenzia per la Protezione dell’Ambiente si sono incontrati ieri per un talk durato un ora e curato da Barilla Center for food & nutrition proprio sullo spreco alimentare.

Segrè è preside della Facoltà di agraria a Bologna e presidente di Last minute Market, ossia di una organizzazione che raccoglie tutto il cibo che la GDO, la Grande distribuzione, getta via per i motivi più disparati e non perché guasto o immangiabile, e lo ridistribuisce a chi ne ha sul serio bisogno. In pratica ha potuto verificare Segrè che con il cibo finito nella spazzatura in Italia si possono nutrire ogni anno quasi 44 milioni di persone. Praticamente oltre i 2/3 degli italiani. In Italia abbiamo la legge del Buon Samaritano che consente di intervenire nella raccolta di cibo da ridistribuire, ma sono ancora troppo pochi le iniziative volte a ridurre gli sprechi. Come ha sottolineato Segrè nel Talk:

Non abbiamo in merito a livello planetario una posizione univoca. Per questo è necessaria una banca dati internazionale.

Probabilmente occorre anche del buon senso a livello planetario

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