Green jobs, contro la disoccupazione l'UE punta su un'economia a basse emissioni

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Ancora su lavoro e sostenibilità, il leitmotiv dell'edizione 2012 di Terra Futura che si conclude oggi e che abbiamo seguito per voi. Abbiamo ascoltato l'intervento di Elisabetta Balzi, Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, intervenuta in videoconferenza da Bruxelles.

La Balzi ha illustrato le politiche dell'Unione Europea contro la dilagante disoccupazione giovanile, confermando quanto sosteniamo da tempo: bisogna puntare direttamente sui green jobs o ricollocarsi nella Green Economy per uscire dalla crisi occupazionale che ha intaccato molti settori ma non ha scalfito i lavori verdi. Tutt'altro: proprio dalla crisi è nata una nuova linfa, sostenibile e creativa. La bioeconomia, nello specifico, si è rivelata una risposta convincente per lavoratori, investitori ed istituzioni.

Le strategie UE da qui al 2025, nell'ambito del programma di rilancio dell'occupazione Innovating for Sustainable Growth: a Bioeconomy for Europe, puntano non a caso a creare ben 130 mila nuovi posti di lavoro, solo in ricerca ed innovazione, per sviluppare un'economia a basse emissioni, basata su agricoltura e pesca sostenibile, tecnologie rinnovabili, protezione della biodiversità e dell'ambiente.

Non saranno soldi spesi invano. Pensate che dei 4,7 miliardi che l'Unione ha stanziato per dare slancio alla bioeconomia il valore aggiunto generato sarà di 45 miliardi di euro, vale a dire che per ogni euro investito il ritorno sarà di dieci volte superiore.

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