Stato di emergenza in Perù, i minatori protestano per l'inquinamento delle acque

stato di emergenza in perù

In Perù è scattato lo stato di emergenza nella provincia di Espinar dichiarato dal presidente peruviano Ollanta Humala per 30 giorni, dopo che minatori e forze dell'ordine sono arrivati allo scontro. Sono morte due persone e 40 sono i feriti. Le proteste sono state innescate dall'inquinamento delle falde acquifere e di due fiumi e le manifestazioni sono iniziate 8 giorni fa contro la multinazionale svizzera Xstrata ritenuta responsabile dello scempio ambientale. Sotto accusa le estrazioni di rame dalla miniera di Tintaya.

La versione del governo peruviano però è diversa. Secondo Jorge Merino ministro dell'Energia e delle Miniere:

La protesta guidata dal Comune Provinciale di Espinar in Cusco, per richiedere un aumento del contributo della compagnia mineraria Xstrata a Tintaya dal 3% al 30% non è razionale. piuttosto è necessario capire che ci sono sistemi per incentivare lo sviluppo. Se l'acqua non è potabile la responsabilità è del comune.

A Cusco sono disponibili solo due ore di acqua al giorno eppure, lamenta il ministro Merino:

Il bilancio del Comune è di 121 milioni di sol. La centrale idrica costa 40milioni di sol e il governo ha contribuito per il 50%. Non c'è alcuno motivo per non costruirla.

Via | RSI, Elcomercio, RPP
Foto | Pachamamaradio

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