La foto, Emilia: crolla il Duomo di Mirandola, terremoto magnitudo 5,8

Terremoto emilia crolla il duomo di mirandola

Cosa sta accadendo in Emilia e precisamente nella provincia di Modena? Scosse violente e continue e non più sciami di assestamento. I geologi hanno ora l'arduo compito di fornire risposte su quel che sta accadendo in Pianura Padana.

Crollata anche la torre di S.Felice sul Panaro e sempre secondo le segnalazioni di twitter ci sarebbero già dei decessi tra gli operai che lavoravano nel cantiere di restauro del Duomo già lesionato dalla scossa del 20 maggio. Altre vittime in una fabbrica proprio a San Felice sul Panaro.

Da Twitter l'INGV informa:

#terremoto Ml:5.8 2012-05-29 07:00:03 UTC Lat=44.85 Lon=11.09 Prof=10.2Km Prov=MODENA

E nel frattempo si stanno susseguendo scosse minori di assestamento. Dunque vendiamo alla condizione geologica della Pianura padana ritenuta una zona tranquilla. Riporta Meteoweb uno studio del 2009 pubblicato su Annals of Geophysics a cura di diversi ricercatori dell'INGV che poneva in evidenza il ruolo delle Pieghe Ferraresi, le faglie responsabili dei terremoti di questi ultimi giorni.

In una intervista a Meteoweb Gianluca Valensise curatore dello studio spiega come all'origine dei due terremoti le deviazioni sotterranei dei fiumi:

Le deviazioni fluviali possono essere imponenti. Il Po, ad esempio, fino al XII secolo d.C. passava per Ferrara e si divideva nel Po di Primaro e nel Po di Volano, che sfociavano nell’Adriatico rispettivamente a sud e a nord delle attuali paludi di Comacchio. Con la Rotta di Ficarolo del 1152 il Po abbandonò questo percorso e si riassestò come Po di Goro e Po di Tramontana, parecchie decine di km più a nord. Tutto questo per effetto della progressiva crescita di un anticlinale che poi – guarda caso – coincide con la dorsale sepolta che conosciamo come Dorsale Ferrarese e che ha generato il terremoto del 20 maggio 2012. Sul lato meridionale della stessa anticlinale il fiume Reno incontrava la stessa difficoltà a “svalicare” la Dorsale Ferrarese, e questo avveniva proprio tra Finale Emilia, Sant’Agostino e Bondeno, tre tra le località maggiormente colpite dal terremoto del 20 maggio scorso. Con i secoli si è quindi trasformato da affluente del Po a corso d’acqua che – con enorme fatica – tenta di andare verso il mare autonomamente.

Foto | Crisprovenzano su Instantgram

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