Usa, per l'IEA più regole per non inquinare con il gas scisto

le estrazioni di gas scisto

E due! Dopo che la Banca Mondiale che aveva posto un allarme sulle emissioni di CO2 generate dalle estrazioni di gas scisto a causa del flaring ecco che secondo allarme provenire dall'IEA-International Energy Agency che avverte la necessità di stabilire regole sicure per il rispetto ambientale. Perché estrarre gas non convenzionale inquina.

L'idea degli Usa, lo abbiamo detto già altre volte è raggiungere l'autonomia energetica e vedono nel gas non convenzionale questa possibilità. Il progetto è arrivare a triplicare l'attuale produzione. L'IEA avverte che potrà avvenire a patto che sia rispettato l'ambiente. L'estrazione annuale di risorse non convenzionali potrebbe salire a 1,6 miliardi di metri cubi nel 2035 pari al 32% di tutta la produzione di gas, rispetto al 14 % di quest'anno.

Ha detto Maria van der Hoeven Direttore Esecutivo IEA a proposito della presentazione di Golden Rules for a Golden Age of Gas:

Abbiamo la tecnologia e il know-how per produrre gas non convenzionale in modo ecologicamente accettabile. Se non si affrontano gli impatti sociali e ambientali correttamente vi è la concreta possibilità che si manifesti opposizione pubblica alle perforazioni per estrarre gas shale e ciò fermerà la rivoluzione. L'industria deve ottenere la fiducia della gente, dimostrando prestazioni esemplari, i governi devono assicurare che le politiche sono appropriate e le norme sono a posto.



La crescita di estrazione sarà ottenuta solo se le aziende saranno trasparenti e controlleranno gli impatti ambientali tenendo seriamente in considerazione le preoccupazioni delle comunità locali.

Ma secondo Greenpeace IEA in tutto questo bel monito non ha tenuto conto a sufficienza dell'impatto climatico delle estrazioni. Spiega a Paul Johnston, ricercatore per Greenpeace:

Non ci sono regole per impedire la fuoriuscita di metano o prove concrete che le perdite possono essere ridotte a livelli accettabili.

Un competitor europeo è la Polonia dove per ora i costi di estrazione di scisto sono piuttosto elevati a fronte di 187miliardi di metri cubi di gas a disposizione ma per la Polonia sono l'85% in meno di quelle stimate da IEA; in Cina il gas scisto disponibile secondo stime sarebbe di 1275miliardi di metri cubi ovvero il 50% in più di quelle americane; riserve ve ne sono anche in Australia.

Ma secondo Fatih Birol, chief economist IEA a Parigi:

La Polonia ha bisogno di preparare il paese da un punto di vista normativo. Il problema principale in Cina è la disponibilità di acqua. Ma questi problemi saranno risolti.

Via | Businessweek, IEA
Foto | Flickr

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