Amazzonia: Il veto di Dilma non basta


Noi di Ecoblog avevamo già accennato alla pericolosità del Nuovo Codice Forestale che, in Brasile, rischia di mettere in ginocchio l'intero ecosistema della foresta Amazzonica aprendo la strada a investitori senza scrupoli. Per tutelare il polmone verde del pianeta e la sua straordinaria biodiversità, nelle ultime settimane è stata scatenata una vera e propria "guerra" globale per indurre il Presidente Dilma Roussef a porre il proprio veto al Codigo. Pochi giorni fa, sotto la pressione di oltre 2 milioni di firmatari in tutto il mondo la Roussef ha finalmente posto il suo veto. Ma solo su 12 articoli del documento.

Le proteste dei brasiliani a cui il Presidente aveva promesso, in campagna elettorale, una politica più severa in tema di reati ambientali non hanno tardato a manifestarsi, coagulandosi intorno a lComitê em Defesa das Florestas e do Desenvolvimento Sustentável, che riunisce alcune tra le più note associazioni ambientaliste ed umanitarie del Paese.

Infatti, l'attuale legge in materia di protezione degli ecosistemi è estremamente rigida ed efficace - se è vero che negli ultimi 10 anni il livello di disboscamento e la sua intensità in Amazzonia si sono vistosamente ridotti - il codice, invece, nel caso venisse definitivamente approvato dal Congresso rischierebbe di mettere a repentaglio ampie zone della selva. A tutto vantaggio di speculatori e investitori dell'agro business (intendendo colettivamente produzione di biocarburanti, carni, pellami, prodotti alimentari, ecc.).

Nel frattempo i brasiliani si stanno già mobilitando per presentare al Congresso una proposta di legge per la "deforestazione zero". Occorrono un milione e 400 mila firme e, forse, non sarà difficile trovarle.. Intanto, sostiene Greenpeace:

Dopo 18 mesi Dilma non ha creato una sola Unidade de conservação, ma ha diminuito le dimensioni di molte di loro , specie in Amazzonia, per impiantare grandi dighe idroelettriche e progetti minerari. Ha inoltre tolto potere all'Ibama, l'agenzia che si occupa dei crimini ambientali

Via | Terra Nuova

Foto | Flickr

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