Nigeria, 8 rapiti per il petrolio e per l'ambiente

Estrazione di petrolio in NigeriaHanno rapito 8 persone (sei britannici, un americano e un canadese) da una piattaforma petrolifera di proprietà di una società norvegese, la Olsen Energy ASA, al largo delle coste della Nigeria.

Negli ultimi mesi un gruppo piuttosto violento rivendica il diritto delle popolazioni locali di avere una fetta dei ricavi che le compagnie petrolifere ottengono dal petrolio del Delta del Niger. Il rapimento ha lo scopo di costringere le compagnie petrolifere ad aprire il dialogo su questioni di protezione ambientale e sviluppo locale. Nessuno è rimasto ferito e ai rapiti è stato permesso di usare il cellulare.

Leggevo su Altraeconomia di aprile che l'estrazione del petrolio nel delta del Niger ha impatti ambientali paurosi. Oggi le compagnie petrolifere non hanno troppa convenienza a recuperare il gas che estraggono, insieme al petrolio, dai giacimenti africani. In Europa le stesse compagnie vendono il gas, ma in Nigeria sono troppo poveri per comprarlo, per cui le compagnie "glielo regalano" sotto forma di inquinamento, bruciandolo sul posto, spargendo polveri e provocando pioggie acide. Questa pratica si chiama gas flaring e l'Alta Corte Nigeriana l'ha dichiarata fuorilegge, ma le compagnie (tra cui l'italiana Agip) continuano ad utilizzarla.

Ai danni alla salute pubblica vanno aggiunti quelli economici: 70 milioni di tonnellate di CO2 che non possono essere messe sul mercato delle quote di emissione (ne producono altrettante la Norvegia, la Svezia e il Portogallo messi insieme!).

» Il gas flaring su ClimateLaw.

» Il rapimento sulla piattaforma sul CorSera.

» Le fiammate viste dal satellite

» Pirati per difendere il pesce.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: