La fine del petrolio, un discorso da bar?

Conoscete già Aspo? E’ un’associazione di scienziati che studia il picco petrolifero, vale a dire il giorno in cui verrà estratto l’ultimo barile di petrolio prima del declino dell’estrazione. In poche parole: il giorno in cui il petrolio sarà così caro che cominceremo a parlare di civiltà post-petrolifera.

Uno dei grandi problemi comunemente affrontati da scienziati e geologi esperti in materia è quello di spiegare al mondo che il petrolio finirà e che non siamo poi così lontani da quel giorno. Pregiudizi, interessi economici, e ottimismo mal riposto, portano i media “ufficiali” a considerare il petrolio come un bene quasi inesauribile e ad interpretare i rincari costanti del greggio come problemi congiunturali o speculativi.

In pochi ammettono che dei pozzi stiamo ormai raschiando il fondo e che i rincari sono e saranno sempre più strutturali.


Scusate la premessa un pò lunga ma altrimenti forse non si capiva bene il valore di vedere un'intervista al presidente di Aspo Italia, Ugo Bardi, sul Quotidiano Nazionale (Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno) quotidiani davvero popolari.

L’importanza in questa storia è che se la brutta ma vera novella della “fine della festa” comincia ad uscire dai circoli accademici e ad arrivare anche nei bar e nelle piazze, allora forse la politica sarà più stimolata a reagire e ad affrontare uno dei problemi più spaventosi che ci aspettano nelle prossime decadi.

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