Eolico italiano in vendita

turbine eoliche V90Il vento italiano "tira" bene. Il settore è in crescita e attira investimenti stranieri, specie al Sud.

La compagnia assicurativa tedesca Allianz si è comprata un parco eolico in Sicilia (quello di a Francofonte, con i rotori da 90 metri di diametro!), la spagnola Cesa Eolica lavora insieme a Erg in Calabria, la Iberdrola (anch'essa spagnola) ha aperto un ufficio a Roma e la danese Greentech ci prova in Sardegna, nonostante il decreto salvacoste-bloccaeolico di Soru.

Nel 2005 il settore eolico italiano è cresciuto del 35%, mentre nei primi quattro mesi del 2006 la crescita, rispetto allo stesso periodo del 2005, è stata addirittura del +61,8%. Secondo i dati diffusi dall'ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) nel 2005 il giro d'affari del settore è stato di 450 milioni di Euro e ha coinvolto 3.500 persone. Pochino, se confrontato con il reddito del primo trimestre di 715 milioni di Euro della Vestas, la multinazionale del vento danese leader del mercato, ma abbastanza da metterci al 7° posto per MW installati dopo dopo Usa, Germania, Spagna, India, Portogallo e Cina.

Per raggiungere il 25% del target europeo di energie rinnovabili entro il 2010 l'Italia dovrà installare 8.000 MW (al momento ne abbiamo 1.700). Secondo le stime della Vestas le possibilità del geotermico e del grande idroelettrico hanno già raggiunto la saturazione, mentre il solare e le biomasse "non hanno la maturità necessaria a garantire il raggiungimento degli obbiettivi in soli 4 anni."

Il mercato italiano è dominato dalla Italian Vento Power Corporation con il 38% della potenza installata, seguita da Enel Green Power (16%), Edison Energie Speciali (15%), Fri-El (6%), Sardeolica (4%) ed Enertad (4%).

» Gli investitori stranieri dall'ANSA

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