Bruciare rifiuti con i benefici

rifiuti da valorizzareBruciare rifiuti conviene, specie quando si arriva a beneficiare del regime giuridico riservato alle fonti rinnovabili. Gli inceneritori fanno guadagnare certificati verdi. Se scappano delle diossine... ecco... pazienza!

Il vecchio ministero delle attività produttive, d'accordo con il vecchio ministero dell'ambiente, avevano deciso che a continuare bruciare saranno rifiuti di origine naturale (agricoli e alimentari); di quelli della lavorazione del legno, dalla lavorazione di pellicce, pelli e dell'industria tessile; dei rifiuti dei processi chimici inorganici e organici; dei rifiuti della produzione di vernici e rivestimenti; di quelli prodotti da processi termici; dalla lavorazione e trattamento di metalli e plastica; degli oli esauriti; dei solventi organici; dei rifiuti di imballaggio; di alcuni rottami di autoveicoli; di alcuni rifiuti delle operazioni di demolizione; di quelli prodotti dal settore sanitario e veterinario; di quelli prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, oltre che dei rifiuti urbani. Il decreto era sulla Gazzetta Ufficiale del 31 maggio scorso.

Già nel novembre 2003 Loyola De Palacio, commissario europeo per i Trasporti e l’Energia, in risposta ad una interrogazione dell’On. Monica Frassoni al Parlamento Europeo, aveva ribadito il fermo no dell’Unione Europea all’estensione del regime di sovvenzioni europee per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili all’incenerimento delle parti non biodegradabili dei rifiuti.
In Italia produciamo circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, il cui smaltimento costa circa 75 euro per tonnellata, con punte che possono arrivare anche a 135 euro. Ci sono Paesi Europei dove l'incenerimento dei rifiuti è gravato da tasse (per scoraggiarlo!!) di 71 Euro a tonnellata.

Greenpeace chiede di fermare i sussidi ai termovalorizzatori con una petizione (che andrebbe aggiornata, visto che è indirizzata a Ciampi, Pera e Casini). Le sovvenzioni ai termovalorizzatori sono pagate dagli stessi utenti del Gestore dell'Energia, alla voce "contributi energie rinnovabili" della bolletta dell'ENEL.

Pecoraro Scanio si era già espresso contro i termovalorizzatori e intenderebbe dirottare i "contributi energie rinnovabili" verso il fotovoltaico e su ecoblog alcuni dei nostri commentatori abituali erano abbastanza contrari ai termovalorizzatori toscani.

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