Siccità in Italia

la siccita\' danneggia non solo l\'Africa, ma anche l\'ItaliaIl 2006 sarebbe l'anno internazionale contro la desertificazione. Sembra un problema lontano, ma la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) ha appena lanciato l'allarme per la scarsità d'acqua che minaccia il Nord Italia.

La grave siccità, che ormai si registra da settimane tra il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia a causa della scarsa disponibilità di acqua per le campagne e per risorse idriche, ricorda in maniera drammatica quell’anno “horribilis” che fece registrare all’agricoltura una perdita secca di oltre 5 miliardi di euro per la mancata produzione. E il disastro rischia di ripetersi. Oggi è, infatti, in pericolo un terzo dei raccolti di riso, cereali e mais, mentre sussistono forti timori anche per il pomodoro.

Il settore agricolo è anche entrato in conflitto con quello energetico: "Oltretutto -denuncia la Cia- alcune società concessionarie per la produzione di energia elettrica tengono chiusi i bacini delle Alpi di loro competenza e questo non permette la regolare erogazione dell’acqua che, pertanto, non più giungere alla pianura per l’irrigazione dei campi coltivati che diventano ogni giorno di più arsi."

Per far fronte alla richiesta energetica dell'estate prossima (che hanno preannunciato essere calda) e far andare i condizionatori, stiamo togliendo acqua ai campi. (Parlo dei campi perché c'è un danno economico, ma vorrei ricordare anche i pesci, le rane e tutti gli ecosistemi che dipendono dalla portata minima vitale dei fiumi, che hanno un valore difficilmente calcolabile, ma non per questo nullo!)

Non è solo il Po a preoccupare. Alcuni suoi importanti affluenti, come la Dora Baltea, l’Adda e il Ticino, e altri fiumi come l’Adige, il Tagliamento e l’Isonzo continuano a diminuire di livello. Causa: le scarse piogge dell’inverno e della primavera e le alte temperature di questi giorni fanno il resto.

La possibile soluzione alle crisi idriche sta, secondo la CIA, in una riorganizzazione complessiva del sistema, che va da un rinnovo, restauro e manutenzione della rete idrica, ad una diffusione di tecniche per il risparmio e la riutilizzazione delle acque di scarico depurate, ad una razionalizzazione degli Enti gestori degli acquedotti, ad una ricerca scientifica che favorisce la diffusione di colture meno idroesigenti.

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