Anche la mafia punta sull'eolico

Pala eolica - Italia Nostra e le eolomafieCosa Nostra è entrata nel settore eolico insieme all'Ndrangheta e giornali e ambientalisti non ne parlano per non diffamare l'eolico (dice Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra e famoso per la sua avversione all'eolico che deturpa il paesaggio). Poi aggiunge: "Sono anni che mettiamo in guardia circa le pesanti anomalie generate dalla Legge Bersani sul mercato delle energie rinnovabili, tutto a favore dell’energia eolica a scapito del solare fotovoltaico".

Italia Nostra denuncia come il comune di Vicari, in provincia di Palermo, «ha il consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose, perché, si legge nel decreto di scioglimento del 25 ottobre 2005, l´organo ispettivo ha evidenziato diverse incongruenze nella stipula della convenzione con la società prescelta dall´amministrazione comunale per la realizzazione di un impianto eolico».

A Crotone «una industria tedesca aveva chiesto l´autorizzazione a costruire un parco eolico ma, al momento di leggere i documenti, esce fuori che la proprietà dei terreni sui quali avrebbe dovuto essere costruito il "parco", era di proprietà di una sanguinaria cosca del luogo» e il parco non fu fatto.

Sono due casi. Mi sembra, da quanto si legge sui giornali, che Cosa Nostra sia ben più addentro nella gestione delle discariche e delle costruzioni abusive di quanto non si interessi di eolico. Credo anche che l'impatto di questi altri settori sia un pochino più grave. Spero comunque (ingenuamente, lo so) che la mafia si converta alle rinnovabili e che lasci in pace la gente e l'ambiente.

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