Biocarburanti

Alain JusteAbbiamo parlato spesso di Biodiesel e Bioetanolo e continueremo a farlo sicuramente in futuro.
Ci preme capire se e quanto funzionano, se e quanto siano convenienti. Sono sostenibili? Ecologici?

Non è un argomento facile. Come qualsiasi altra fonte energetica ci sono pro e contro. Come sempre dobbiamo decidere se siamo pronti a pagare i "contro" pur di guadagnare i "pro". La soluzione perfetta non esiste, risorse infinite nemmeno.

Come già detto dal 1° Luglio 2006 in Europa si dovrà miscelare l'1% di combustibili vegetali a quelli tradizionali (5% nel 2010). La FAO prevede che nei nei prossimi 15-20 anni i biocarburanti copriranno il 25% dei bisogni energetici mondiali.
Le tecnologie di raffinazione sono in evoluzione, la via da seguire è quella dell'efficenza.
Basosi (direttore del Dipartimento di Chimica dell'Università di Siena), ad un intervista riportata sul numero 65 di Quark, spiega che per ottenere 1 Kg di biodiesel servono 0,3-0,4 Kg di petrolio e 0,35-0,45 Kg per 1 Kg di bioetanolo (fertilizzanti, gasolio per macchine agricole ecc...). Si risparmia però il 55-65% di anidride carbonica per il biodiesel ed il 40% per il bioetanolo (le piante infatti assorbono CO2 durante la loro crescita).
Basosi, continua sul mensile Quark, sostiene che sostituire però diesel e benzina con i rispettivi vegetali, per coprire la sola domanda per autotrazione, bisognerebbe sfruttare il 42% dell'Italia con colza e girasole.

Difficilmente quindi vedremo distributori di biocarburanti, come in Brasile, o progetti lungimiranti come in Svezia. Ci limiteremo, e non sarà facile, a rimanere nei parametri europei, mescolando quindi combustibili vegetali a quelli classici, sempre che si adotterà un regime di defiscalizzazione. I costi di produzione infatti sono di 0,65 euro per litro per l'etanolo contro i 0,50 della benzina. Per rendere economicamente vantaggiosi i biocarburanti andranno quindi incentivati con una riduzione delle tasse.

Mi convinco sempre di più che i biocarburanti non sono una soluzione definitiva. Hanno qualche vantaggio e sicuramente il futuro ci riserverà delle sorprese. Senza dubbio nei prossi anni ne useremo sempre di più, se lo faremo in modo corretto ne avremo qualche vantaggio ambientale ed economico. Fanno parte, quindi, di quella schiera di energie alternative, rinnovabili e pulite che nel futuro ci permetteranno, assieme ad una spinta all'efficienza ed un azzeramento degli sprechi, a renderci indipendenti dal petrolio. La parola d'ordine rimane "diversificazione" delle fonti.

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