Soldi, risorse e felicità

le isole più felici del MondoNegli ultimi 50 anni gli standard di vita occidentali sono aumentati enormemente, ma la gente non è diventata più contenta. Lo ha detto il prof. Lavard (direttore del programma di ricerca sul benessere della London School of Economics) alla BBC, a proposito della pubblicazione dei risultati di una ricerca mondiale sulla qualità della vita.

Su ecoblog avevamo già detto che il benessere non è una misura diretta del PIL, ma il NEF (new economics foundation), in collaborazione con gli Amici della Terra, ha pubblicato ieri il suo nuovo indice chiamato Happy Planet Index, per cui aggiorniamo il discorso.

La caratteristica di questo indice è di misurare l'impatto ambientale della ricerca della felicità.

In pratica si guarda all'efficienza della trasformazione delle risorse naturali in benessere considerando l'impronta ecologica, la soddisfazione personale e l'aspettativa di vita. La risposta (ovvia per i lettori di ecoblog, meno ovvia per gli economisti e i politici classici) è che la ricchezza (e il consumo di risorse) non è direttamente proporzionale alla felicità.

Pare che il miglior posto al mondo per vivere siano delle isole del Pacifico (Vanuatu), che stanno al 207esimo posto (su 233 possibili) per quanto riguarda il PIL, e pare che i posti dove la gente è più felice al mondo siano in America Latina. I peggiori in Africa e nell'Europa dell'Est. Nelle isole di tutto il mondo, secondo la ricerca, sembra che sia più facile mantenere una piccola impronta ecologica, riciclare tutto localmente ed evitare gli sprechi.

Ecco i punteggi dei G8: l'Italia è relativamente in testa, al 66esimo posto, la Germania all'81, il Giappone al 95, il Regno Unito al 108, il Canada al 111, la Francia al 129, gli Stati Uniti al 150 e la Russia al 172.

Sembra che la chiave del successo sia nelle relazioni umane, che noi occidentali trascuriamo per lavorare (e qui ribadisco il mio disaccordo con Montezemolo che vorrebbe farci passare più tempo al lavoro. Mica possiamo metter su famiglia e chiacchierare con gli amici in ufficio!).

Insomma, come diceva un missionario comboniano: gli africani non hanno una parola per indicare il povero e il ricco, riguardo ai soldi. Hanno una parola per indicare chi ha pochi amici e chi ne ha tanti.

» L'Happy Planet Index sulla BBC (in inglese)

» La Felicità Interna Lorda contrapposta al PIL

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