Scambio di vestiti

Leggo su Repubblica che i giovanissimi si stanno ribellando allo shopping in modo creativo, godereccio e partecipativo. (Lo diceva anche fashionblog, lo scorso ottobre, ma me l’ero persa…).Organizzano (ovviamente on line) party in cui scambiarsi i vestiti. Fughiamo subito malintesi: non sono quelli giapponesi in cui le ragazzine vestite da eroine dei manga fanno lo

Leggo su Repubblica che i giovanissimi si stanno ribellando allo shopping in modo creativo, godereccio e partecipativo. (Lo diceva anche fashionblog, lo scorso ottobre, ma me l’ero persa…).

Organizzano (ovviamente on line) party in cui scambiarsi i vestiti. Fughiamo subito malintesi: non sono quelli giapponesi in cui le ragazzine vestite da eroine dei manga fanno lo spogliarello, sono dei ritrovi, in locali pubblici, a cui ognuno arriva con il suo sacco di vestiti usati e cerca di scambiarli con altri.
Lo swapping al posto dello shopping.

Non circola denaro. All’inizio era un fenomeno privato per contestatori del consumismo idealisti, poi la cosa è cresciuta, allargandosi a più fasce d’età e coinvolgendo persone con altri ideali. Adesso è moda, non più contestazione, e qualche volta devi pagare un biglietto di ingresso.

In qualche locale trovi anche degli stilisti che ti consigliano come ritoccare i capi di abbigliamento appena scambiati, come allo Swap-O-Rama-Rama. Adoro questo genere di riciclaggio!!!

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