Impronta idrica e acqua virtuale

Impronta idrica delle nazioni del Mondo

Quanta acqua consuma un processo, un ente o una nazione? Vista la crescente domanda di acqua potabile a livello mondiale, l'UNESCO propone di valutare l'impronta idrica con criteri analoghi a quelli dell'impronta ecologica.

Per tenere in considerazione la destinazione d'uso dell'acqua si usa il concetto di "acqua virtuale", ovvero della quantità di acqua utilizzata per produrre una data cosa. Servono 140 litri d'acqua per bersi una tazzina di caffè. La maggior parte dell'acqua virtuale" non è materialmente contenuta nell'oggetto.

Guardando i flussi di acqua virtuale di una nazione si può vedere quanta di questa venga destinata alle esportazioni e quanta ne arrivi con le importazioni. Una nazione può conservare le sue risorse idriche preferendo importazioni di prodotti che richiedono molta acqua virtuale.

Guardando uno dei casi di studio dell'UNESCO si vede come Israele, che per varie ragioni storiche e sociali ha favorito gli agricoltori e offerto loro aiuti e acqua, sia in deficit di acqua virtuale. In soldoni: mette la sua acqua in prodotti che poi esporta. Come diceva Petrolio qualche tempo fa gli israeliani vogliono il fiume Litani. Come Israele sono in rosso anche l'Italia e gli USA.

Il concetto di impronta idrica è stato presentato nel 2002 da Arjen Hoekstra, oggi professore di gestione delle acque dell'università olandese di Twente (gli olandesi hanno una dedizione particolare per i problemi che riguardano la gestione delle acque).

Nel sito del water footprint si possono vedere le impronte idriche delle Nazioni e calcolarsi la propria.

» L'impronta idrica su Villaggio Globale

» L'impronta idrica nella newsletter dell'ARPA Toscana (in .pdf)

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: