Nessuno compra frutta antica

Frutta antica e biologicaNon c'è pubblicità per le varietà di frutta locali. Le coltivano in pochi, le apprezzano in pochi: il mercato non è abbastanza lucrativo da valer la spesa di rilanciarlo. La conservazione della biodiversità non paga. La gente non ne conosce il nome e non si fida a comprarle, anche perchè le si trova quasi solamente nei banchi del mercato, sfuse o in cassetta, senza un paio di rassicuranti strati di plastica protettiva attorno e una vaschetta di polistirolo sotto.
Un coltivatore riassume il problema in una frase: "non posso perdere ogni volta mezz'ora per convincere un cliente. Sennò nel frutteto chi ci va?"

Altro problema riscontrato da chi vende prodotti locali come il coltivatore intervistato dal Corsera e' questo: "C'è un regolamento Ue che proibisce di dire che i prodotti biologici sono nutrizionalmente migliori degli altri." Aiutatemi... a me sembrava che la pubblicità comparativa fosse possibile. Regolata, ma possibile. Secondo me, se scientificamente provato, il produttore dovrebbe poter dire che "una renetta ananassa contiene 5 volte più vitamina C che una mela Golden".

Qualcuno prova a venderle presso gli amanti delle produzioni locali, o i gruppi di acquisto, ma non basta. Sembra che le cose buttino male, anche se pare che il biologico sia un settore in crescita. Forse il consumatore medio si aspetta di trovare una bella mela media, di gusto medio, colore medio e dimensioni medio-grandi. Biologica, ma uguale agli altri tre tipi che ha mangiato fino a quel giorno.

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